Omicidio ad Acerra, Avventurato ucciso perchè voleva rendersi ‘autonomo’

Un colpo alla testa e altri due al torace. Così è stato ucciso due giorni fa Giuseppe Avventurato, ammazzato nei pressi della propria abitazione presso il civico 76 di corso della Resistenza ad Acerra. Come già anticipato giorni fa da Internapoli il ras 48enne era indicato come a capo di un nuovo gruppo che reclamava spazi di autonomia nella malavita della città che diede i natali a Pulcinella. Il suo omicidio, una vera e propria esecuzione, sarebbe dunque maturata in questo contesto: un atteggiamento, quello di Avventurato, che non sarebbe piaciuto ad altri ‘colonnelli’ inseriti nei quadri criminali acerrani. E’ questa la traccia seguita fin qui dalla polizia chiamata ad indagare su un delitto che segue quello di dieci mesi fa del boss Vincenzo Mariniello.

A spingere gli inquirenti su questa pista anche il passato di Avventurato: cresciuto criminalmente nella corte del clan Crimaldi Avventurato fu i arrestato l’ultima volta nel 2015: gli agenti del commissariato di Acerra interruppero un summit di pregiudicati in un appartamento del centro. A quella riunione c’era anche lui. Cinque anni prima invece fu i arrestato con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso: insieme ad un complice aveva chiesto al titolare di una ditta individuale di videogiochi la somma di 350 euro mensili per “la tranquilla prosecuzione dell’attività lavorativa”. Una voglia di autonomia la sua che potrebbe essersi rivelata fatale.