L’omicidio di Antonio Avolio (leggi qui l’articolo), ucciso venerdì scorso a via Teano a Miano, non sarà privo di conseguenze. Ne sono convinti gli investigatori trovatisi, ancora una volta, a fare i conti con i venti di guerra nell’area nord. In queste ore starebbe prendendo corpo un’altra ipotesi che potrebbe indirizzare gli inquirenti sulla pista giusta per cercare di spezzare sul nascere un’altra guerra: una pista che porta dritto a Marianella e a dei giovani ras imparentati con un ex esponente della mala locale. Quartiere dove fu ferito qualche mese fa Bernardo Torino. Giovanissimi ambiziosi che sarebbero decisi a spazzar via la vecchia guardia o quanto meno quei personaggi ‘collaterali’ ai vecchi gruppi di Miano e Piscinola. Un’ipotesi al momento che necessita, come è ovvio, di tutte le verifiche del caso.

L’articolo precedente: le indagini sull’omicidio Avolio

C’è un dato che balza subito agli occhi per comprendere quello che sta accadendo a Miano e dintorni: gli ultimi omicidi, i raid e i ferimenti sono tutti legati a esponenti della vecchia guardia malavitosa del quartiere. Tradotto: nel mirino sono finiti quei pregiudicati legati, in un modo o in un altro, alla stagione dei Lo Russo, l’ormai ex clan dominante della zona. Da febbraio a ieri, con l’uccisione di Antonio Avolio (leggi qui l’articolo), è stata tracciata un’unica scia di sangue. Il primo campanello d’allarme il ferimento di Bernardo Torino nel febbraio scorso (leggi l’articolo).  L’uomo, cugino di Luigi Torino ‘o gassusar, negli ultimi tempi era stato visto sempre più spesso in compagnia di soggetti orbitanti nel gruppo Cifrone-Tipaldi, quello ‘attivo’ nella parte alta di Miano. Proprio la vicinanza a tale gruppo potrebbe spiegare l’agguato maturato nei suoi confronti. Prima di aderire infatti alla formazione retta dai cugini Luigi e Gaetano Cifrone Torino aveva militato nel gruppo rivale, quello di ‘Abbasc Miano’ retto dal triumvirato formato da Matteo BalzanoSalvatore Scarpellini e Gianluca D’Errico. Un voltafaccia che potrebbe non essere piaciuto a qualcuno legato ancora al vecchio gruppo.

L’omicidio di Salvatore Milano

Lo scorso 22 aprile i sicari vanno a segno con l’omicidio di Salvatore Milano. L’uomo, 60 anni, in passato legato al gruppo di Gaetano Angellotti, ammazzato mentre era in una caffetteria (bar Rosetta). Negli ultimi tempi era stato visto in compagnia con alcuni esponenti del clan Cifrone, eredi dei Lo Russo nell’area a Nord di Napoli. Come già anticipato da InterNapoli in un precedente articolo (leggi qui), Milano avrebbe riunito tutti coloro legati alla vecchia guardia e in particolare quei ras che gravitano nella zona alta di Miano. Ciò potrebbe averlo messo in rotta di collisione con giovani leve particolarmente agguerrite e in particolare con un ras che proprio qualche tempo prima avrebbe subito un agguato, raid non andato a compimento. Ras legato a quattro-cinque ‘nuove leve’ particolarmente agguerrite.  L’omicidio dunque potrebbe essere il classico ‘botta e risposta’ tra gruppi che ambiscono a conquistare la zona.

Il delitto Avolio

Una lunga scia di sangue conclusasi ieri con l’omicidio di via Teano, nel cuore del rione San Gaetano, non a caso da sempre roccaforte dei ras rimasti fedeli al mito dei ‘capitoni’. Nel 2016  Avolio fu arrestato per estorsione e nel 2020 è stato scarcerato dal penitenziario di Tolmezzo, in provincia di Udine. Avolio in questo periodo potrebbe essersi avvicinato al gruppo che è ritenuto egemone nella parte alta di Miano, quello dei Cifrone-Tipaldi. Gruppo che, stando sempre alle ultime informative, sarebbe in arretramento rispetto a giovani leve del quartiere pronte a subentrare alle vecchie consorterie criminali. L’ultima volta che è stato fermato dalle forze dell’ordine era in compagnia a persone orbitanti nel gruppo di Oscar Pecorelli, altro colonnello dei Lo Russo.

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