Omicidio dell’arbitro De Santis, il killer aveva la mappa delle telecamere

l killer in fuga dopo l’omicidio di Eleonora Manta e Daniele De Santis è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza nelle strade vicino alla palazzina di via Montello. Ma sapeva che poteva essere inquadrato e riconosciuto. Per questo è riuscito ad evitare di farsi riprendere scappando attraverso un percorso studiato in precedenza. Gli investigatori ne sono certi perché hanno ritrovato un foglietto di carta che aveva disegnato la via di fuga e che era sporco di sangue. L’immagine dell’assassino corrisponde alla descrizione fatta dai testimoni nei giorni scorsi.

L’uomo nero sembra giovane, ma non un ragazzino, alto non più di un metro e ottanta, e, soprattutto, sembra fasciato da una tuta simile a quella indossata da Diabolik, il noto criminale dei fumetti.

L’abbigliamento potrebbe far pensare a una muta da subacqueo, per due motivi: non solo perché dalle autopsie dei corpi martoriati delle vittime, il massacro sembrerebbe essere stato compiuto con un coltello da sub, ma anche perché, come qualunque criminale sa, indossando una muta da sub ci si rende praticamente irriconoscibili.

“Che il signore possa toccare il cuore di questa persona perché si costituisca, anche per questo dobbiamo pregare”: è questo l’appello all’assassino che l’arcivescovo Seccia ha lanciato nel corso dell’omelia che ha tenuto. “La Speranza – ha aggiunto – è che si ravveda perché anche Caino non trovava pace”.

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