Nel riquadro Ciro Sarno

Clamoroso colpo di scena questa sera presso la Corte d’Assise di Napoli (I sezione) in relazione al processo per l’omicidio di Paolo Colaiacolo avvenuto il 19 giugno 1998 in una sala giochi di Ponticelli. Assolto Antonio Sarno, figlio dell’ex boss e attuale collaboratore di giustizia Ciro Sarno. L’uomo, difeso dall’avvocato Leopoldo Perone, ha incassato l’assoluzione: il suo legale, grazie ad un abile strategia difensiva, è riuscito infatti a dimostrare l’ assoluta non convergenza delle dichiarazioni dei collaboratori rispetto al ruolo di mandante di Sarno in riferimento a quel delitto. Trent’anni invece sono stati inflitti a Nicola Martinez e Antonio Tubello. La richiesta del pubblico ministero era stata del carcere a vita per tutti e tre imputati.

L’omicidio nella sala giochi a Ponticelli

La vittima fu sorpresa dai sicari, che giunsero a bordo di un auto, mentre era intenta a giocare ai video poker. Per la Procura l’omicidio fu deciso dallo stesso Antonio Sarno, all’epoca dei fatti reggenti del clan Sarno. L’omicidio maturò nella fibrillazione nata dalla scissione dal clan Sarno della fazione legata ad Antonio De Luca Bossa, antico alleato che dichiarò guerra ai propri sodali con un gesto clamoroso e tragico ossia l’esplosione dell’automobile su cui viaggiava Luigi Amitrano, affiliato e nipote dei fratelli Sarno, che perse tragicamente la vita. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti Colaiacolo fu ucciso proprio per essersi schierato con la fazione di Tonino ‘o sicc.

Martinez e Tubello, indicati come esecutori materiali dell’omicidio Colaiacolo, furono catturati quasi subito a Ponticelli, mentre Antonio Sarno, figlio di Ciro, all’epoca dei fatti, capo indiscusso del clan, fu catturato in Toscana, a Prato, dove si era stabilito da qualche anno. Oggi il clamoroso colpo di scena con l’assoluzione per Sarno con l’inchiesta che subisce un durissimo colpo.
 

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