HomeCronacaDuplice omicidio camorra, arrestato l'ex reggente del clan Polverino

Duplice omicidio camorra, arrestato l’ex reggente del clan Polverino

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I boss Domenico Sebastiano e Raffaele Bellofiore vennero uccisi a Pozzuoli nel giugno 1997, ma la scorsa settimana il caso del duplice omicidio ha avuto una svolta. Fabio Allegro, ex reggente del clan Polverino, e Raffaele D’Alterio sono stati arrestati dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli nell’ambito di un’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia.

I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura guidata da Nicola Gratteri. I due sono gravemente indiziati del reato di duplice omicidio premeditato, aggravato dai motivi abietti, dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il clan Longobardi-Beneduce contro la cosca Bellofiore-Sebastiano.  Gli aggressori inseguirono le vittime nel Rione Toiano mentre tentavano di fuggire, esplodendo colpi di fucile a canne mozze. La vicenda è da inserire nella lotta scoppiata per il controllo criminale di Pozzuoli, Monterusciello e del rione popolare.

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Duplice omicidio di camorra, parla l’ex boss Simioli

Nuovi dettagli sull’agguato sono stati forniti dai collaboratori di giustizia Giuseppe Ruggiero, componente del commando, e Giuseppe Simioli. L’ex reggente ‘o Petruocelo ha parlato del duplice omicidio di Raffaele Lelluccio o’ biondo Bellofiore e di Domenico Mimì capemorto Sebastiano. Simioli ha spiegato che, nel periodo in cui fu deciso l’omicidio, tra il gruppo Longobardi-Beneduce e i nemici era in corso una guerra per il controllo del traffico di droga e per l’affermazione del predominio di Pozzuoli. All’epoca i boss Gennaro Longobardi e Gaetano Beneduce erano latitanti a Marano grazie all’appoggio del clan Polverino, che metteva a loro disposizione i nascondigli in via San Rocco.

Secondo la ricostruzione investigativa, Allegro e D’Alterio avrebbero preso parte all’eliminazione dei due rivali: il primo era la vedetta, mentre il secondo guidava il furgone blindato che ha trasportato sul luogo del delitto Gennaro Longobardi, Nicola Palumbo e Ottavio Garofalo, mentre il pentito Ruggiero aveva il compito di recuperarli.

Il provvedimento eseguito dai Carabinieri riguarda una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. I destinatari dell’ordinanza sono persone sottoposte alle indagini e, pertanto, presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva. Avverso il provvedimento sono ammessi i mezzi di impugnazione previsti dalla legge.

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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