Omicidio di Francesco Sabatino, per la Cassazione l’unico responsabile è Luigi Cutarelli. Questa la decisione della Suprema Corte che ha così bocciato il ricorso presentato dai legali del giovane imputato ma anche contro quello presentato dalla Procura Generale contro l’assoluzione di Carlo Lo Russo, sospettato di essere il mandante. I giudici della Corte d’Assise d’Appello di Napoli assolsero con formula piena il boss, ora collaboratore di giustizia, che in primo grado era stato condannato a 16 anni. A riportarlo Cronache di Napoli. Ricorso presentato in Cassazione anche per Antonio Buono per il quale gli ermellini hanno annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla determinazione della pena, che è stata ridotta a un anno e quattro mesi di reclusione.

Il racconto del boss Lo Russo

L’assoluzione nei confronti di Carlo Lo Russo giunse invece dopo che l’ex boss riferì di aver proposto l’uccisione di Sabatino, figlio del ras Ettore, ma che il fratello Mario Lo Russo diede parere negativo. Eppure Mario Lo Russo ha raccontato ai magistrati alcuni particolari inerenti quell’omicidio (leggi l’articolo qui). Mario Lo Russo era libero all’epoca dell’omicidio Sabatino e non sapeva chi fossero gli autori materiali dell’omicidio. Ricordava di trovarsi in casa propria con Titina Sabatino, zia della vittima, proprio quando Sabatino scompariva. Titina avvisata del fatto che Francesco non si trovava e che in uno scantinato dove in genere si intrattenevaerano state trovate delle tracce di sangue. Mario LoRusso consigliava a Titina Sabatino di non toccare nulla e di contattare i carabinieri.

La lite con Cutarelli e l’omicidio

Successivamente quando venne ritrovato il cadavere di Sabatino, Mario Lo Russo esprimeva la considerazione che Antonio Lo Russo avesse motivi personali di rancore verso la vittima che aveva avuto, in passato, una relazione con la moglie di Antonio Lo Russo prima del loro matrimonio. Mario Lo Russo precisava che insieme al clan, nel periodo di reggenza da parte del nipote Antonio,dopo il pentimento di Salvatore, era vietato parlare degli omicidi. Ma è stato Claudio Esposito a dare impulso all’indagine. Nell’interrogatorio del 22 luglio del 2016 Esposito raccontava quanto era a sua conoscenza su questa vicenda. Il collaboratore precisava di aver saputo che l’esecutore materiale di quell’omicidio era tale Luigi (Luigi Cutarelli poi condannato), cugino di Sabatino che di recente era stato tratto in arresto con Carlo Lo Russo. Il pentito diceva che era scoppiata una lite e che in tale contesto Luigi aveva ucciso a coltellate Sabatino. Perciò, sempre a dire di Esposito, Pompeo,sapendo che Esposito stava sempre con Antonio Lo Russo, gli aveva detto il fatto gli dava un messaggio da recapitare Lo Russo: «Che gli abbiamo risparmiato una fatica e l’abbiamo tagliato la gola».
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