Raffaele ‘Spighetto’ Busiello era appena atterrato all’aeroporto di Capodichino, di ritorno da una vacanza a Ibiza passata insieme a familiari e amici. Aveva ancora le valigie in mano quando, mercoledì sera, la Polizia di Stato ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. su richiesta della DDA di Napoli nei confronti del 30enne. E’ indagato per concorso in omicidio e detenzione e porto illegali di arma da fuoco, reati aggravati dal metodo mafioso.
Il provvedimento cautelare è arrivato all’esito delle indagini condotte dalla Squadra Mobile, coordinata della Procura guidata da Nicola Gratteri, in merito all’omicidio di Salvatore De Marco, avvenuto a San Giovanni a Teduccio. Il 2 marzo 2026, la vittima è stata raggiunta da diversi colpi di pistola da esplosi dal commando, giunto a bordo di un’auto, mentre si trovava nella propria auto in compagnia della moglie.
Il racconto della moglie di Salvatore De Marco
Le indagini, sviluppate anche grazie all’analisi di numerose immagini di videosorveglianza lungo gli itinerari percorsi – prima e dopo l’agguato – dagli autori materiali e dai loro complici, hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza in ordine alla partecipazione di Busiello. Subito dopo i fatti, il pm e la polizia hanno raccolto la testimonianza della moglie, che ha assistito all’efferato delitto:
«Ero in macchina con mio marito. Ci siamo fermati in via Sorrento, fuori a un esercizio commerciale che vende detersivi ed articoli per casalinghe, di cui non ricordo il nome. Sono scesa dall’auto e sono entrata per acquistare dei piatti e dei bicchieri perché oggi è il compleanno di mia figlia. Nell’uscire dal negozio, ho visto una Panda di colore grigio – tengo a precisare che il modello era vecchio – con tre persone a bordo: due davanti e una dietro, posta al lato passeggero. Quest’ultimo, aggiustandosi un passamontagna che aveva sul capo, ha iniziato a sparare nei confronti di mio marito, che si trovava all’interno della sua auto, lato guida. Non sono riuscita a vedere i volti degli altri due occupanti dell’auto, però ho notato che la Panda con i tre è fuggita in direzione via Figurelle. A questo punto, sono riuscita solo ad urlare: ‘Savio‘, il diminutivo con cui chiamo mio marito, e lui mi ha chiamata come se mi volesse chiedere aiuto; poi, aprendo la portiera, è rovinato a terra».
Il ruolo di Busiello nell’omicidio De Marco
Il 30enne affiliato al clan Mazzarella-D’Amico, insieme ad altre persone, avrebbe organizzato e partecipato al raid contro il rivale. Nello specifico, Busiello avrebbe prima localizzato la vittima – nipote del boss Ciro Rinaldi – e poi recuperato l’auto usata dai killer, custodendola nei giorni precedenti all’agguato. Inoltre, Spighetto avrebbe recuperato il conducente dell’auto usata per l’omicidio, dopo che la vettura era stata abbandonata.
Si precisa che il provvedimento eseguito costituisce una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Avverso la stessa sono ammessi mezzi di impugnazione. Il destinatario della misura è una persona sottoposta a indagini e, pertanto, da considerarsi presunta innocente fino a una eventuale sentenza definitiva.
Agguato mortale a San Giovanni a Teduccio, ucciso De Marco: è il nipote del boss Rinaldi
