Bambino ha fretta di nascere, ansia e gioia nel parcheggio dell’ospedale San Paolo di Napoli. Il racconto

Momenti di ansia e di gioia nel tardo pomeriggio di ieri nel parcheggio del pronto soccorso dell’ospedale San Paolo. Come raccontato sulla pagina “Nessuno Tocchi Ippocrate”, protagonisti della storia a lieto fine sono stati una neo mamma, un bambino impaziente di venire al mondo e un infermiere.
Mancavano pochi minuti alle 20 quando nel parcheggio dell’ospedale napoletano un clacson ha attirato l’attenzione dei presenti. In un’auto arrivata ad alta velocità c’erano una donna, un uomo e la suocera di quest’ultimo. A chiarire la situazione ci pensa lo stesso autista che urla che la moglie stava partorendo e che aveva la testa del bimbo tra le mani.

“Io incredulo – ha raccontato l’infermiere – mi precipito nella macchina per constatare ciò e mi ritrovo la donna con le gambe divaricate e la testa del neonato tra le sue mani.
Subito dico al mio operatore socio sanitario di prendere una barella e alla mia collega di chiamare con urgenza il ginecologo di turno; nel frattempo la donna mi urla che non ce la fa più e che sentiva il bisogno di spingere!
Allora penso che l’unica cosa giusta da fare era di farla partorire subito per evitare complicanze sia al neonato che alla giovane donna, così dico vicino al mio operatore socio sanitario di portarmi lenzuola ed telini sterili al più presto e poi mi concentro sulla giovane donna e sul neonato, afferro la testa del piccolo e rivolgendomi alla giovane donna le dico di fare dei lunghi respiri e poi di spingere, aiuto il piccolo ad uscire afferrandolo per la testa e per la spallina destra, in una frazione di qualche minuto per lo ritrovo tra le mie mani! Subito lo avvolgo tra le lenzuola, il tempo di pulirlo che subito sento i suoi polmoncini espandersi e poi finalmente quelle urla così sottili di chi è appena venuto al Mondo.
Tutti scoppiano in un applauso unanime, con le mie mani tremanti e i miei occhi increduli e commossi, porgo il piccolo alla mamma che, commossa e incredula, lo poggia delicatamente sulla sua pancia; in quell’istante arriva la mia collega di triage insieme al ginecologo, quest’ultimo si accerta che fosse tutto apposto, si complimenta con me e i miei colleghi di avventura, dopodiché con estrema attenzione e rapidità posizioniamo la giovane mamma col neonato sulla barella che vengono portati in sala operatoria per eseguire le ultime manovre dopo il parto”.