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Politica e appalti, nel vortice Teknoservice anche un dipendente del Comune di Mugnano

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Dopo Marano, Giugliano (con gli ex sindaco Rodolfo Visconti e Antonio Poziello rinviati a giudizio), nella nuova indagine incentrata su Castel Volturno, spunta anche, seppur indirettamente, Mugnano nell’ennesima inchiesta che coinvolge la Teknoservice, società che si occupa della rimozione e smaltimento dei rifiuti in diverse realtà del Napoletano e del Casertano.

La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha iscritto nel registro degli indagati cinque persone nell’ambito di un procedimento penale che riguarda presunte irregolarità nella gestione degli appalti per la raccolta dei rifiuti a Castel Volturno. Tra questi vi è il sindaco del Comune domitio, Pasquale Marrandino, all’epoca dei fatti prima presidente del Consiglio e poi vicesindaco e assessore dell’Ente.

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Secondo l’ipotesi accusatoria, Marrandino, nell’ambito dei rapporti tra l’amministrazione comunale di Castel Volturno e la Teknoservice, avrebbe concorso alla nomina, avvenuta il primo agosto 2020, del nuovo responsabile del 5° Settore Ecologia, Ambiente e Sanità del Comune, ruolo che successivamente lo ha visto anche come RUP (Responsabile unico del procedimento) per la gara relativa al servizio di raccolta dei rifiuti.

La nomina, secondo gli inquirenti, sarebbe avvenuta su segnalazione dell’allora direttore generale della Teknoservice Giuseppe Spacone (anch’egli indagato), attraverso un dipendente del Comune di Mugnano, perché il nuovo responsabile sarebbe stato in grado di favorire la Teknoservice nell’assegnazione del servizio.

Si ricorda che le accuse sono al momento provvisorie e saranno oggetto di ulteriori approfondimenti investigativi. L’inchiesta mira a chiarire l’eventuale esistenza di un sistema di relazioni illecite finalizzato a condizionare le procedure amministrative e l’affidamento di servizi pubblici.

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