Sabino Edificante è stato condannato a 3 anni e 8 mesi nel processo contro la mala di Pomigliano. Il clan Cipolletta avrebbe avuto bisogno di armi per combattere la guerra contro i nemici del gruppo Ferretti-Mascitelli. Così il boss Olindo ‘Vincenzo’ Cipolletta avrebbe chiamato il fratello Beniamino, detto Mino, detenuto nel carcere di Carinola, dopo aver subito il sequestro di diverse armi nel febbraio del 2024.
Secondo la Dda di Napoli a fare da intermediario sarebbe stato Edificante, alias ‘o malese, accusato di detenzione di un cellullare e di essersi interessato a consegnare 8 pistole all’organizzazione criminale. Sabino ‘o malese costituirebbe il perno grazie al quale sarebbe partita la trattativa prendendo lui, a sua volta, contatto, in presa diretta, con un altro soggetto per conoscere i prezzi delle armi.
Armi nella guerra tra i clan a Pomigliano, il ruolo di Sabino ‘o malese
Blitz contro i clan
I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo Castello di Cisterna eseguirono lo scorso anno un’ ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 23 persone (di cui 19 sottoposte alla custodia in carcere, 4 agli arresti domiciliari).
I delitti aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare, rispettivamente, i clan Ferretti e Cipolletta. In particolare, le due organizzazioni criminali sarebbero risultate in lotta tra loro per ottenere il predominio del controllo del territorio e del mercato della droga. Così avrebbero realizzato azioni di fuoco, incendi e tentati omicidi in danno di appartenenti al gruppo rivale.

