Svolta nel caso del ragazzo di 15 anni rapito e sequestrato per poche ore nel Napoletano. Come riporta Leandro Del Gaudio sul “Mattino”: tra i perquisiti c’è anche il padre del ragazzino rapito, che ora risulta indagato. Il padre del giovanissimo, l’imprenditore Giuseppe Maddaluno, è ora indagato per riciclaggio, reato ipotizzato con l’aggravante mafiosa in quanto i soldi da ripulire sarebbero quelli del clan Cuccaro.
«Abbiamo tuo figlio, se lo rivuoi vivo, devi portarci un milione e mezzo di euro». Così, l’8 aprile scorso, è iniziato l’incubo per un ragazzo di 15 anni, rapito davanti alla scuola, trascinato in un furgone, immobilizzato con un sacco da casco in testa, trasportato su più veicoli in una fuga studiata nei minimi dettagli. A distanza di poche ore, il giovane fu liberato grazie a un blitz della Squadra Mobile. Il sospetto degli inquirenti – i pm Capuano e Woodcock, coordinati dall’aggiunto Sergio Amato – è che il padre del ragazzo possa essere coinvolto in un flusso di denaro sospetto legato ad affari comuni con due imprenditori già finiti sotto la lente della Direzione Distrettuale Antimafia. I rapporti tra i tre si sarebbero sviluppati in un centro sportivo della cintura partenopea, dove – durante una recente perquisizione – sono stati sequestrati 272 fogli con conti di dare e avere, nomi e cifre. Un archivio cartaceo da cui potrebbe emergere il movente del sequestro: una partita di denaro da regolare.
La dinamica del rapimento ha lasciato gli investigatori senza dubbi sulla sua natura organizzata.
Le indagini, dirette dalla Procura di Napoli con il coordinamento del procuratore Nicola Gratteri, si stanno concentrando su un possibile triangolo economico tra i due imprenditori e il padre della vittima.
Lo scorso 14 aprile, nel corso della perquisizione in casa di Maddaluno, erano stati rinvenuti “272 fogli di carta di varie dimensioni” con nomi, cifre e date, ora al vaglio della Guardia di Finanza; in quella documentazione, anche dei dati che erano verosimilmente riconducibili a rapporti di dare-avere tra il padre del ragazzino e uno dei due uomini che sarebbe poi stato indagato a piede libero per il sequestro.
“Confidiamo nell’operato della magistratura – commenta l’avvocato Michele Rullo, che assiste la famiglia – siamo meravigliati della contestazione mossa a carico di Maddaluno che, fino a prova contraria, è la vittima di questa vicenda. Siamo sicuri che uscirà fuori la verità e che escluda ogni ipotesi di coinvolgimento, a vario titolo, del papà del ragazzino”.

