Un gruppo specifico avrebbe messo le mani sul Rione Berlingieri. E’ quanto emerso nel corso delle indagini culminate qualche mese fa nel decreto di fermo eseguito nei confronti di Vincenzo Maione e Orlando Di Maio, i due giovani ras inizialmente accusati del tentato omicidio di Gennaro Casaburi. L’accusa nei loro confronti è stata poi derubricata a lesioni gravi (leggi qui l’articolo di Internapoli). Stesso particolare emeso anche nelle indagini che ieri hanno portato all’arresto di Massimo Molino e Gennaro Mancini (leggi qui l’articolo). Una guerra che vede la fetta di territorio tra il rione Berlingieri e il Perrone al centro della contesa di due gruppi. Uno, nato come ‘costola’ dei Licciardi della Masseria Cardone e riconducibile ai Carella. Di questo gruppo farebbero parte Maione, Di Maio e un manipolo di giovanissimi pronti a ritagliarsi un ruolo nelle dinamiche criminali dell’area nord.

La pax camorristica al Rione Berlingieri

Dall’altro lato gli ‘eredi’ della Vanella Grassi riuniti oggi attorno alla figura degli Esposito detti ‘porsche’. La scarcerazione nei mesi scorsi di Esposito junior (arrestato nuovamente un mese fa) avrebbe rimescolato le carte anche se al momento tra i due gruppi vige una sorta di non belligeranza specie dopo i maxi blitz che hanno colpito la Vanella Grassi. In quel blitz infatti, tra gli arrestati, erano presenti esponenti di entrambi i gruppi (leggi l’articolo di Internapoli). Più volte in passato gli esponenti dei due gruppi sono stati fermati o segnalati insieme. Accadde per esempio nel novembre del 2018 quando gli agenti del commissariato di Secondigliano interruppero un summit di camorra in via Sant’Andrea Avellino in cui erano presenti sia Maione che un esponente di primo piano della Vanella Grassi. Adesso la situazione resta in apparente stasi, una sorta di tregua che potrebbe presto infiammarsi. I Carella al momento appaiono come l’unico gruppo in grado di strutturarsi.

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