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Rapina del secolo al Vomero, individuata la talpa: avrebbe consegnato ai ladri la mappa della filiale

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Le indagini sul clamoroso assalto alla filiale del Credit Agricole del Vomero avrebbero portato all’identificazione del presunto basista che avrebbe fornito informazioni decisive alla banda del buco. Secondo quanto riportato da Il Mattino, gli investigatori avrebbero individuato il complice che avrebbe studiato la filiale, i sistemi di sicurezza e le procedure interne, consentendo ai rapinatori di pianificare nei dettagli il colpo.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Napoli, punta ora a ricostruire il ruolo svolto dall’uomo e i suoi eventuali collegamenti con il gruppo criminale che ha assaltato l’istituto di credito.

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La mappa della filiale consegnata ai rapinatori

Gli inquirenti ritengono che la banda abbia potuto contare su informazioni estremamente precise. Il colpo, che ha portato al saccheggio di circa quaranta cassette di sicurezza e al sequestro di quindici persone all’interno della banca, sarebbe stato preparato nei minimi dettagli.

Secondo la ricostruzione, i componenti del gruppo criminale sarebbero arrivati attraverso il sistema sotterraneo di cunicoli e condotte, sfruttando la loro conoscenza del reticolo fognario cittadino. Per coordinare le operazioni avrebbero utilizzato radio portatili e walkie-talkie, mentre una trave sarebbe stata impiegata per bloccare l’accesso principale della filiale durante l’azione.

Le soffiate che hanno reso possibile il colpo

L’individuazione del presunto basista rappresenterebbe un passaggio fondamentale dell’indagine. La talpa avrebbe avuto accesso a informazioni sensibili riguardanti gli orari della banca, i turni del personale e i punti ritenuti più vulnerabili dell’edificio.

Gli investigatori stanno inoltre verificando il ruolo di altri complici che, durante il colpo, avrebbero presidiato l’esterno dell’istituto di credito per monitorare eventuali movimenti delle forze dell’ordine e segnalare l’arrivo delle pattuglie.

Il collegamento con altri assalti

Le verifiche dei carabinieri si stanno concentrando anche sulle analogie con un altro assalto compiuto a Giugliano. Gli investigatori sospettano che dietro i due episodi possa esserci la stessa organizzazione specializzata nei cosiddetti “colpi dal sottosuolo”.

Nel corso delle indagini sarebbero emersi anche tentativi di costruire falsi alibi attraverso certificati medici, viaggi e documentazione apparentemente regolare. Elementi che gli investigatori stanno passando al vaglio per ricostruire l’intera rete di complicità e individuare tutti i responsabili del colpo che ha scosso il quartiere collinare di Napoli.

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