Spostamenti tra regioni, è scontro tra Nord e Sud: si valuta lo slittamento di una settimana

Regioni verso la riapertura - Un posto di controllo della Polizia
Regioni verso la riapertura - Un posto di controllo della Polizia
C’è ancora incertezza sulla riapertura delle regioni dopo mesi di lockdown. La data del 3 giugno potrebbe non essere quella decisiva per lo sblocco definitivo dei confini. Le pressioni delle regioni del Sud e l’alto indice di contagio in Lombardia e Piemonte saranno presi in considerazioni nelle prossime ore. Al momento le ipotesi sono due: spostamenti liberi tra le regioni dal 3 giugno oppure rinvio di una settimana dell’entrata in vigore del decreto per tutti. Le due “strade” percorribili saranno sottoposte dal governo ai presidenti di regione nella conferenza convocata per domani.Italia spaccata a metà sulla possibilità di un’apertura indiscriminata. Se le regioni del Nord spingono per un ‘liberi tutti’ indiscriminato, dalle regioni meridionali arriva l’invito alla cautela. Test sierologici e una sorta di passaporto sanitario è ciò che chiedono alcuni governatori del sud. Il timore della diffusione del contagio in aree che hanno contenuto il coronavirus ha dato il via ad un vero e proprio braccio di ferro.

In merito all’ipotesi di una ‘discriminazione territoriale‘, il ministro Francesco Boccia ha respinto l’opzione di controlli sanitari, ma l’obiettivo è di evitare strappi. Secondo quanto trapela, una soluzione potrebbe essere quella di una breve quarantena per chi va in alcune aree del Paese.

Saranno i risultati del report di venerdì ad indicare la strada da seguire. Ventuno indicatori mostreranno quale sia l’evoluzione del contagio in Italia e quali siano le scelte migliori. I dati riguardanti la Lombardia, con un numero di nuovi contagiati sempre alto, nei giorni scorsi avevano però fatto ipotizzare una riapertura ritardata, anche tenendo conto del muro alzato al Centro-Sud, che potesse riguardare anche il Piemonte.

Le parole dell’esperto: “Riapertura regioni è sfida determinante”

Con la prossima settimana – ha spiegato il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro – ci avviamo a una sfida sarà ancora più importante perché sarà liberalizzata la mobilita tra regioni e anche quella internazionale. Questo richiederà una capacità ancora più attenta di monitorare e rispondere a focolai“. Quindi, l’obiettivo è di “controllare eventuali focolai” e poter “adottare misure che superino le dimensioni regionali”.