Cancellata completamente la condanna di anni otto e mesi sei di reclusione al noto
ristoratore Johnny Micalusi. La formula assolutoria è inequivoca: i fatti di autoriciclaggio ed i fatti di intestazione fittizia non sussistono, come sostenuto da sempre dall’avvocato Dario Vannetiello
del foro di Napoli.
La Corte di appello di Roma, terza sezione, ha revocato anche la confisca dei beni ed ordinato la restituzione a Johnny Micalusi sia del famoso ristorante Assunta Madre, sia di due immobili, oltre ad altri beni. Novanta giorni per spiegare le ragioni di un eccezionale capovolgimento della sentenza di primo grado.
L’imprenditore venne accusato di aver costituito numerose e redditizie attività commerciali, tra cui i rinomati ristoranti con il marchio ‘Assunta Madre’, intestando i beni a figli e prestanome. “L’imprenditore avrebbe avuto rapporti con soggetti di spessore criminale come Enrico Nicoletti, Angelo e Michele Senese e sarebbe stato indagato in passato per reati associativi, di natura anche mafiosa, delitti contro il patrimonio, usura ed estorsione”, questa fu la tesi della Procura.


