Chi è Salvatore Aldo ‘o parè, la vedetta del clan Di Lauro: col mitra in mano fuori la casa del boss

Maneggia un mitragliatore Uzi (di marca israeliana). Guarda e riguarda l’arma e ogni tanto rientra nell’androne del palazzo. E’ questa la scena ripresa dai carabinieri del Ros le cui telecamere immortalano Salvatore Aldo ‘o parè mentre è nei pressi di via Cupa dell’Arco, sotto l’abitazione dei Di Lauro. Il giovane è uno dei destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare che questa notte ha raggiunto capi e gregari del sodalizio. Aldo aveva il compito di fare la guardia all’abitazione dei capi. Uno spaccato inquietante dell’inchiesta che questa notte ha portato in galera i fiancheggiatori del gruppo, ossia coloro che curavano la latitanza di Marco Di Lauro.

Operazione Ros contro il clan Di Lauro

– I carabinieri del Ros e del reparto operativo di Napoli hanno eseguito 13 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di indagati ritenuti affiliati al clan Di Lauro e soggetti appartenenti a clan alleati come Vinella Grassi, che avrebbero commesso delitti per conto dei Di Lauro. L’ordinanza è stata emessa dal gip di Napoli, in seguito ad indagini della Dda.
Le attività di indagine – fondate su dichiarazioni di collaboratori di giustizia, intercettazioni ed un’ampia messe di riscontri – hanno consentito di ricostruire l’organigramma del clan attuale e, soprattutto, l’evoluzione del ruolo di Marco Di Lauro, catturato il 2 marzo scorso dopo quasi quindici anni di latitanza, nonché l’articolazione militare ed in parte economica, con il riciclaggio dei proventi illeciti della consorteria.

Una rete in grado di assicurare per quasi quindici anni la latitanza di Marco Di Lauro. Un network in grado di riciclare proventi del denaro sporco – droga ed estorsioni – ed assicurare entrate ai capi del gruppo storico della camorra di Secondigliano. Con questi reati finiscono in cella Marco Di Lauro (già detenuto e al 41 bis), ma anche Salvatore Di Lauro, Salvatore Tamburrino, Vincenzo Gatta, Antonio Silvestro, Vincenzo Flaminio, Antonio Montanino (che era stato di recente scarcerato dal Riesame), Aldo Salvatore; mentre per il solo agguato ai danni di Pasquale Spinelli, con ferimento di Gaetano Todisco, Ciro Silvestro e Gennaro Siviero, ordine di custodia cautelare a carico di Antonio Mennetta (boss della Vinella grassi, già detenuto), Roberto Manganiello, Giuseppe Gervasio, Francesco Barone; e per concorso esterno al clan Di Lauro, in manette Antonio Puzone.