"Non volevo buttarlo giù", parla il domestico accusato dell'omicidio del piccolo Samuele

Mariano Cannio, il domestico di 38 anni accusato di essere l’uomo che ha ucciso il piccolo Samuele, ha negato di aver volutamente scaraventato dal balcone il bambino. L’uomo, al contempo, ha però ammesso di essere stato con il bambino tenendolo in braccio. Sono queste le prime parziali del 38enne, che ha risposto alle domande durante l’interrogatorio nella notte. L’uomo, difeso da un avvocato d’ufficio, ha inoltre confermato di essere affetto da problemi di natura psichici. E, ancora, non ha saputo spiegare con esattezza come il piccolo sia potuto cadere dal balcone.

Sulla sottile linea che separa l’ipotesi colposa da quella dolosa si giocherà l’udienza per la convalida del fermo in programma lunedì mattina alle 9,30. Cannio al momento è difeso da un avvocato d’ufficio, la cassazionista Carmen Moscarella.

 

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