Sea Watch, le ong attaccano Salvini: “Ci insulta dalla mattina alla sera, siamo stanchi”

Dopo il caso Sea Watch le Ong rispondono al governo italiano e a Matteo Salvini, in una conferenza stampa congiunta tenutasi oggi pomeriggio. Dopo aver disertato questa mattina l’audizione davanti alle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera in solidarietà a Sea Watch che ieri sera era stata esclusa dopo le proteste della Lega, le ong Tavolo Asilo, Medici senza frontiere, Open Arms, Mediterranea Saving Humans e la stessa Sea Watch hanno rotto il silenzio.

«Noi facciamo monitoraggio nel Mediterraneo. Se dovessimo trovarci in una situazione in cui siamo l’unica imbarcazione che può svolgere il salvataggio, agiremo come ci impone la legge del mare. Faremo quello che è previsto dalle normative che ci obbligano a comportarci in un certo modo, come ha fatto la Sea Watch. È così che abbiamo fatto e così faremo», ha detto Alessandro Metz di Mediterranea Saving Human. Più dura Giorgia Linardi di Sea Watch: «Se Salvini salisse sulla nostra nave e non tendesse la mano ai naufraghi che stanno per annegare, sarebbe un mostro», ha detto. «Il ministro ci insulta dalla mattina alla sera, siamo stanchi».

«L’ordinanza del Gip restituisce dignità all’Italia. L’ordinanza raccoglie, racconta e spiega in maniera sintetica ciò che non succede a livello governativo», ha aggiunto Metz. «Con due articoli e mezzo si tenta di riscrivere anni di normative e leggi e convenzioni internazionali che fanno sì che in mare si salva – ha detto Metz a proposito del decreto sicurezza bis – Il Ministro Interni si sovrappone ad altri ministeri e ci sono aspetti che vanno indagati e portati in aula tribunale. Noi le responsabilità ce le prendiamo, ma c’è qualcun altro che sfugge ai processi», ha aggiunto il portavoce di Mediterranea chiedendo «il dissequestro immediato delle navi Ionio e Sea Watch. Oggi siamo presenti in mare, ma con un assetto diverso da quello che dovremmo avere».

«La decisione inopportuna di escludere la Sea Watch dimostra un vizio di chi è al governo di considerare il Parlamento come se fosse casa propria, ascoltando solo chi si vuole», ha aggiunto Filippo Miraglia dell’Arci, nella conferenza congiunta con le ong, tra cui Mediterranea, Antigone, Sea Watch, Opern Arms, Amnesty e Medici senza Frontiere, giustificando la diserzione delle ong all’audizione in commissioni riunite, Affari costituzionali e Giustizia.