La norma dello ‘scudo’, contenuta nell’ultimo decreto sicurezza, tanto voluto dalla Lega e dal centrodestra, viene utilizzata, tra le prime volte in Italia, nel caso della morte di Abderrahim Fakir, avvenuta nel rione popolare Pilastro, durante un intervento della polizia, mentre era ammanettato a terra. Per chiarire le cause del decesso del 42enne di origini marocchine, la Procura guidata da Paolo Guido ha iscritto un procedimento nell’apposito registro ‘modello’ 45 bis, “nei confronti di quanti hanno preso parte alle diverse fasi del prolungato intervento”.
Si tratta due poliziotti e quattro operatori sanitari
Si tratta di sei persone: i due poliziotti e i quattro operatori sanitari che appaiono nelle immagini del video che ha fatto il giro del mondo, con Fakir steso a terra ammanettato e i due agenti sopra di lui che lo tengono fermo: il capopattuglia ha 5 anni di servizio, l’altro due.
In serata al Tg1 il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha però sottolineato che quello applicato agli agenti “non è uno scudo penale, ma la giusta collocazione di un caso all’interno di un’iscrizione in un registro apposito, voluto da una legge del governo Meloni: riguarda persone che sembrano aver partecipato a un fatto con la presenza di una causa di giustificazione”. E “chi ha espressioni pregiudizialmente contrarie alle forze di polizia non ha fiducia in queste, né nella magistratura. È un episodio molto documentato da bodycam e altre riprese fatte”. L’ipotesi di reato è omicidio colposo.


