È indicato da una schiera di pentiti come una delle menti finanziarie del clan Di Lauro nonchè uno degli uomini più fidati del boss Paolo Di Lauro. Tale era la fiducia del boss di Secondigliano nei suoi confronti da utilizzarlo per riciclare i guadagni del clan in Grecia dove risiede da tempo. La Corte d’Appello di Napoli (IV sezione) ha emesso questa sera la sentenza nei confronti di Pasquale Diano, conosciuto negli ambienti criminali di Secondigliano con l’appellativo di ‘a carogna. Diano, imputato nel processo per associazione contro ras e colonnelli del clan Di Lauro, era stato assolto in primo grado insieme a Vincenzo Gatta e Pietro Barbato. Contro quella decisione i pm della Dda hanno fatto ricorso in appello: la Corte d’Appello ha così rinnovato l’istruttoria dibattimentale ascoltando i collaboratori di giustizia Maurizio Prestieri, Carlo Capasso e Biagio Esposito. Il pg aveva dunque richiesto 14 anni per Gatta, 10 anni per Diano e 4 anni e otto mesi per Barbato. La Corte d’Appello di Napoli ha invece condannato il solo Gatta a sei anni e otto mesi mentre ha confermato l’assoluzione per Diano e Barbato. Accolte in pieno le argomentazioni dei difensori, per Diano l’abile avvocato Giuseppe Perfetto mentre per Barbato Domenico Smarrazzo e Nicola Marino. Diano viene indicato in particolare da Prestieri come uno degli uomini più fidati di Ciruzz ‘o milionario: “E’ originario del Terzo Mondo ma vive da anni in Grecia dove investe i soldi dei Di Lauro. Deve avere piccoli precedenti altrimenti Di Lauro non l’avrebbe proprio scelto. Questa persona ha 50 anni e lo chiamano ‘a carogna”.
Soldi del clan riciclati in Grecia, assolto il ‘braccio destro’ del boss Di Lauro
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