Il denaro viene caricato a Melito di Napoli e speso a Madrid. È la traiettoria ricostruita dagli investigatori analizzando i movimenti della carta PostePay Evolution riconducibile a Luigi Diano.
Dopo le prime ricariche da 3.000 e 5.000 euro effettuate presso l’ufficio postale, la carta viene utilizzata quasi immediatamente in Spagna: biglietti aerei, spese al supermercato Carrefour e una lunga serie di pagamenti POS nella capitale iberica. Un uso sistematico che, secondo l’accusa, dimostra come la carta fosse lo strumento operativo per sostenere la permanenza all’estero e avviare investimenti lontano dall’Italia.
Particolarmente rilevanti alcune conversazioni in cui Giulia Barra racconta di essere stata richiamata allo sportello per presunti profili di “autoriciclaggio”, segno che le movimentazioni avevano già attirato attenzioni sospette. Nonostante ciò, i versamenti sarebbero proseguiti fino all’arresto di Diano, avvenuto il 16 novembre 2024.
Per gli inquirenti, la Spagna rappresenta una seconda base logistica e finanziaria del clan, scelta strategicamente per reinvestire capitali di provenienza illecita.

