HomeCronacaSpara dopo la rissa a Montesanto, identificato l'uomo con la pistola

Spara dopo la rissa a Montesanto, identificato l’uomo con la pistola

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Giuseppe Triuolo è accusato di essere sceso dalla propria auto e di aver aperto il fuoco a piazza Montesanto: l’uomo avrebbe sparato per disperdere la folla coinvolta nella furibonda rissa scoppiata a pochi passi dalla stazione della Cumana. Ieri pomeriggio la Polizia di Stato ha eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla DDA di Napoli, nei confronti dello stesso Triuolo, di Emanuele Iaccarino e della compagna di quest’ultimo, Arianna Rossetti. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di rissa, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco e spari in luogo pubblico, reati tutti aggravati dalle modalità mafiose. Il provvedimento  è scattato al termine di una rapida attività d’indagine condotta dalla Squadra Mobile, con il coordinamento della Procura Distrettuale partenopea.

I filmati hanno mostrato come, subito dopo la colluttazione, Iaccarino abbia imbracciato un kalashnikov per poi aggirarsi armato in piazza. Contemporaneamente Triuolo, dopo aver recuperato una pistola dalla sua vettura, ha esploso alcuni colpi in aria in mezzo ai presenti.

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Il caos ricostruito dalle immagini di videosorveglianza

L’analisi dei filmati estrapolati dai sistemi di videosorveglianza della zona ha permesso agli inquirenti di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Gli investigatori hanno così acquisito gravi indizi di colpevolezza a carico dei tre fermati, ritenuti i protagonisti – insieme a numerosi altri soggetti in fase di identificazione – della violenta rissa culminata con le armi spianate in piazza Montesanto.

Tra le informazioni raccolte nell’immediatezza del raid armato, è emersa anche la possibilità che alcune donne avessero nascosto l’arma da guerra sotto un’auto parcheggiata nei pressi della piazza. Il tempestivo controllo dei poliziotti ha permesso di sequestrare l’AK-47, completo di un doppio caricatore.

Si precisa che il provvedimento eseguito costituisce misura precautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Avverso la stessa sono ammessi mezzi di impugnazione.
I destinatari della misura sono persone sottoposte a indagini e pertanto vanno considerati presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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