Una decisione destinata a fare giurisprudenza cambia le regole per l’accesso alle spiagge libere di Posillipo. Il Tar Campania ha accolto il ricorso presentato dall’associazione Mare Libero, annullando il tetto di 60 ingressi al giorno e il sistema di prenotazione online introdotti per gli arenili di Donn’Anna e delle Monache.
Secondo i giudici amministrativi, il litorale napoletano rappresenta un bene pubblico collettivo e non può essere gestito con criteri assimilabili a quelli degli stabilimenti balneari privati. Nel mirino del tribunale è finito il metodo adottato dal Comune e dall’Autorità Portuale, che avevano calcolato la capienza applicando parametri tipici dei lidi a pagamento, come il distanziamento tra ombrelloni, anche a una spiaggia priva di attrezzature.
Per il Tar, in un’area libera il numero massimo di accessi deve essere stabilito esclusivamente sulla base di esigenze reali di sicurezza e tutela dell’incolumità, senza riprodurre modelli pensati per attività commerciali.
La sentenza interviene anche sugli orari di fruizione: bocciata la chiusura fissata alle 17.30, ritenuta penalizzante soprattutto per bambini e anziani, che tendono a frequentare la spiaggia nelle ore meno calde. L’accesso dovrà essere garantito almeno fino alle 20, senza vincoli legati agli orari dei lidi confinanti.
Nel provvedimento viene inoltre ribadita l’illegittimità delle proroghe delle concessioni demaniali agli stabilimenti privati limitrofi. Il Comune di Napoli sarà ora chiamato a ridefinire criteri e limiti di accesso con parametri oggettivi e meno restrittivi, assicurando che la gestione degli ingressi non venga affidata ai concessionari privati. Un passaggio che rafforza il principio secondo cui le spiagge libere devono restare realmente accessibili a tutta la collettività.


