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giovedì, Agosto 18, 2022
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Stati Uniti negano diritto all’aborto: le aziende intervengono a sostegno delle lavoratrici


Lo scorso venerdì la Corte Suprema degli Stati Uniti ha emanato una storica sentenza, con la quale ha stabilito di eliminare la tutela federale al diritto all’aborto. Da quel momento, molte aziende nel paese hanno espresso la loro contrarietà a tale decisione, schierandosi apertamente dalla parte delle lavoratrici. Difatti, colossi come Disney, Meta, Netflix e Google hanno fatto sapere che sosterranno le spese di viaggio delle dipendenti che vorranno abortire. Permettendo, in questo modo, alle donne di spostarsi negli stati in cui ancora è legale l’interruzione volontaria di gravidanza, qualora nel loro fosse vietato.

13 stati americani hanno vietato l’aborto

A tal proposito, comunque, va fatta una precisazione. In seguito alla sentenza della Corte Suprema, l’aborto non è diventato illegale in tutti gli stati. La questione è che non è più garantito come diritto dalla legge federale. Per questo motivo, subito dopo la decisione, 13 stati americani (con repubblicani al governo) hanno emanato leggi per vietare l’aborto nella gran parte dei casi. Nei prossimi mesi potrebbe accadere lo stesso in una ventina di altri stati. Le nuove restrizioni comporteranno dunque enormi disparità nell’accesso all’interruzione di gravidanza da stato a stato.

Milioni di donne dovranno viaggiare centinaia di chilometri per abortire

Così milioni di donne saranno costrette a viaggiare anche centinaia di chilometri per poter abortire negli stati in cui il diritto di farlo sarà ancora tutelato. Per questo motivo, aziende come Disney, Meta e Netflix, tra le altre, hanno fatto sapere che sosterranno economicamente le dipendenti che vogliano abortire. I colossi provvederanno a pagare spese di viaggio e di alloggio per permettere alle proprie dipendenti di raggiungere uno stato dove sarà ancora possibile abortire. Nel caso in cui in quello in cui vivono ci siano divieti e limitazioni.

L’iniziativa di Disney a sostegno delle dipendenti che vorranno abortire

Disney, tra le più grandi aziende al mondo nel settore dell’intrattenimento, ha detto che continuerà a sostenere le proprie lavoratrici che vogliano accedere all’aborto indipendentemente da dove vivono. Pur avendo sede in California, uno degli stati dove l’aborto è ancora garantito e tutelato, molte dipendenti risiedono e lavorano in Florida. Lì, dove trova il più grande parco a tema della società, il governatore Repubblicano Ron DeSantis ha promosso una legge che renderà più difficile abortire. Altre grandi aziende dell’intrattenimento che adotteranno misure simili a quella di Disney sono Netflix, Warner Bros. e Discovery.

I provvedimenti di Google e Meta

Google ha annunciato invece che non solo aiuterà le proprie dipendenti a viaggiare per accedere all’interruzione di gravidanza negli stati dove sarà possibile praticarla, ma anche che permetterà loro di richiedere il trasferimento in un altro stato senza bisogno che diano una motivazione. Un portavoce di Meta, la società che controlla Facebook e Instagram, ha detto che l’azienda offrirà rimborsi di viaggio alle proprie dipendenti che vogliano spostarsi per abortire, specificando che lo farà nella misura consentita dalla legge. Al momento, infatti, la sentenza della Corte Suprema non vieta di spostarsi in un altro stato per abortire, ma non è detto che in futuro i singoli stati possano decidere di interpretarla in maniera più restrittiva. Nonostante questo annuncio, negli ultimi giorni Meta ha ricevuto parecchie critiche per la sua reazione alla decisione della Corte Suprema. Avrebbe infatti inviato una nota ai propri dipendenti dicendo loro di non discutere pubblicamente della sentenza per non creare un ambiente ostile tra i lavoratori.

 

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