Summit tra clan per dividersi Miano, il retroscena

E’ un nuovo gruppo criminale all’insegna del vecchio. Un gioco di parole che serve ad indicare quello che sta accadendo nella periferia nord di Napoli e in particolare a Miano, dove i vecchi clan si ‘smacchiano’, cercano di liberarsi dall’onta di arresti e pentimenti per inaugurare il nuovo corso. E’ certamente quello che stanno cercando di fare i vertici del nuovo clan Lo Russo che, stando alle ultime informative di polizia e carabinieri, si sarebbe riunito sotto le figure carismatiche di Giuseppe e Domenico Lo Russo, ultimi ‘irriducibili’ della stagione d’oro dei ‘capitoni’. Secondo le indiscrezioni filtrate in queste ore la riorganizzazione del gruppo non sarebbe passata soltanto attraverso regolazione di vecchi conti ma anche attraverso l’avallo degli altri clan storici che operano nell’area nord e soprattutto nella vicina Secondigliano.

Secondo indiscrezioni ci sarebbero stati contatti con esponenti del clan Licciardi della Masseria Cardone e della Vanella Grassi per ‘presentare’ il nuovo gruppo e assicurare una rottura con il passato soprattutto con quella parte della famiglia che ha scelto di collaborare con la giustizia. Non a caso questo gruppo viene chiamato ‘Nuovi Lo Russo’, un appellativo che ha iniziato a circolare in concomitanza con le ormai famose scritte ‘Ztl Lo Russo’  che sembrano prefigurare la ‘cacciata’ dei colonnelli considerati troppo legati alla ‘vecchia guardia’. Secondo questa linea investigativa il duplice omicidio Palumbo-Mele sarebbe stata la ‘prova regina’. Per gli investigatori restano da decifrare quei messaggi sui muri: se quelle scritte siano una minaccia contro i vecchi capiclan (è l’ipotesi che va per la maggiore) o una chiara e precisa presa di posizione dei ‘capitoni’ (quasi a dire “qui comandiamo ancora noi”).