HomeCronacaSummit tra i clan di Sant'Antimo, il boss: "Chi l'ha permesso"

Summit tra i clan di Sant’Antimo, il boss: “Chi l’ha permesso”

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L’ultima indagine contro la mala di Sant’Antimo ha permesso di ricostruire gli organigrammi dei tre clan. Secondo la DDA di Napoli al vertice dei Ranucci c’erano Domenico ‘Lillì’ Ranucci; Mario ‘Mariolino’ Verde e Antonio Paciulli si contendevano la reggenza dei Verde; Antonio Perfetto e Nicola Russo avrebbero mantenuto le sorti dei Puca.

La tesi della Procura partenopea è sostenuta dalle tante conversazioni intercettate nel covo del capoclan Ranucci grazie alle quali è stato possibile scoprire i processi decisionali dei gruppi. Il 21 aprile Lillì avrebbe avuto un summit con Russo e Perfetto in merito ad un’estorsione ai danni di un distributore di gas a Sant’Antimo.

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L’intercettazione dopo l’omicidio Bortone

Il 37enne boss dei Ranucci avrebbe espresso dei dubbi sul comportamento del giovane Michele Cleter, che sarebbe stato appoggiato dal clan Verde. «Una volta che mando a chiamare a tutte e tre famiglie ci sediamo a tavola, “scusate questa cosa come la vogliamo risolvere?». Secondo gli inquirenti anche nel marzo 2023 emerge il richiamo all’alleanza tra i tre gruppi criminali.

Anche l’omicidio di Antonio Bortone avrebbe scosso profondamente l’assetto della mala di Sant’Antimo come attesterebbe un’altra conversazione intercettata. Sempre a marzo, Lìllì avrebbe chiesto a Perfetto un summit per scoprire chi abbia il placet all’agguato mortale contro il suo affiliato.

Domenico Ranucci: La riunione tutti quanti, la vogliamo fare?

Antonio Perfetto: E facciamola.

D.R: Pure con loro di là, con Antonio (Picciulli ndr) con Mariolino

A.P: Quelli vengono? Per me non è un problema, ci sediamo e parliamo.

D.R: Una riunione per parlarci tutti quanti ‘o frate, una volta e per sempre, per capire un po’ questo. 

A.P: Ci sediamo e parliamo. 

D.R: A livello di tutta questa tarantella, perché chi l’ha permesso… perchè è stata permessa a Sant’Antimo, chissà che gli hanno promesso a questo ragazzo. 

A.P: Ti ho detto, lui lo teneva il rapporto con loro, però…

D.R: Perché io penso che siamo compagni… Oggi per esempio siamo compagni tutti quanti e dobbiamo fare un discorso a dire se dobbiamo avanti e dobbiamo risolvere non è che devono le imbasciate a dire “si è una questione di droga non voglio sapere nulla”, no, tu malavitosamente non la voglio sentire questa parola. 

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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