Svolta in Campania, entro fine anno radiografie a domicilio per i pazienti in difficoltà

Portare i servizi di radiologia a casa dei pazienti più fragili e nelle Residenze socio-sanitarie, utilizzando una strumentazione portatile in grado di fornire radiografie con buona qualità di immagini e basso rischio di esposizione ai raggi, sia per i pazienti che per gli operatori sanitari, sfruttando la banda larga per il trasferimento delle immagini e la loro refertazione. È una delle buone pratiche che Fiaso, la Federazione di Asl e ospedali, insieme a Motore Sanità, ha messo a confronto oggi nel corso di un Focus all’Università Federico II di Napoli, patrocinato dalla Regione Campania e della Conferenza delle Regioni.

Il progetto di radiologia domiciliare è stato illustrato da Bruno Accarino, coordinatore nazionale del Collegio liberi professionisti Sirm, la Società italiana di radiologia medica, che con la Regione Campania conta di portare entro il 2020 gli esami radiografici basilari nelle case di oltre 100 mila pazienti non deambulanti e affetti da più patologie, oltre che a quelli a ricoverati nelle Rsa, negli hospice e ai detenuti nelle carceri regionali. «Si tratta di esami come le Rx a torace, spalla, gomito, femore o bacino eseguite con macchinari portatili, che garantiscono una qualità diagnostica sovrapponibile a quella dei reparti di radiologia»  assicura Accarino.

L’esperienza analoga realizzata alla Città della Salute di Torino, ha dimostrato che, a parità di qualità, i costi sembrano essere ridotti rispetto agli esami eseguiti in ospedale, mentre il gradimento dei pazienti risulta altissimo.

Altra buona pratica illustrata nel corso dell’incontro a Napoli una piattaforma per l’informatizzazione dei dati vaccinali e il monitoraggio in tempo reale delle coperture, che ha permesso di raggiungere risultati oltre la media nazionale: una copertura di oltre il 95% per l’esavalente e di quasi il 95% per il vaccino contro morbillo, epatite e rosolia. Si tratta dell’Anagrafe vaccinale regionale campana, uno strumento di cui negli ultimi anni sono state dotate le Asli e i Servizi di epidemiologia e prevenzione, che hanno così avuto la possibilità di elaborare i dati esistenti e di aggiornare in tempo reale le coperture relative ai vaccini obbligatori e non obbligatori.

Buoni risultati anche per il reparto di Ostetricia gestito esclusivamente da ostetriche, senza il supporto di personale infermieristico. È il modello organizzativo e assistenziale monoprofessionale già sperimentato in alcune regioni del Nord Italia, e che per la prima volta approda anche a Napoli, al reparto di Ostetricia della Clinica Mediterranea. Qui sono le ostetriche a occuparsi della presa in carico di tutto il processo assistenziale della donna in gravidanza, dall’inizio al post-partum.

Infine un progetto di prevenzione dei tumori. Il gruppo campano della Sirm, in convenzione con l’Istituto scolastico regionale e in collaborazione con il Comune di Napoli, l’Asl Napoli Centro, la Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) e l’Associazione nazionale dentisti italiani (Andi), ha realizzato a Napoli e provincia nell’anno scolastico 2018-2019 il Progetto Quadrifoglio: una serie di iniziative di formazione nelle scuole (21 istituti scolastici, 13 medie e 8 superiori, per un totale di 1.660 alunni coinvolti) che hanno riguardato la prevenzione oncologica e, nello specifico: la disassuefazione dal fumo, la sana alimentazione e i corretti stili di vita, l’autopalpazione del seno nella prevenzione senologica, l’autopalpazione dei testicoli nella prevenzione urologica maschile, l’igiene orale e la prevenzione dentale.