Tasse non pagate, per i Comuni sarà più facile pignorare i conti

Per Comuni e Province sarà più facile procedere ad azioni esecutive per riscuotere le imposte locali e le entrate patrimoniali non pagate, con le stesse regole dell’Agenzia per la riscossione nazionale. In sostanza sarà possibile per i Comuni, che avranno accesso ai dati dell’Anagrafe tributaria, procedere ad azioni esecutive come il pignoramento di parte del conto corrente o dello stipendio o il fermo dell’auto. Lo prevede una norma della manovra che, a quanto si legge nella nota studi del Senato, esclude le multe stradali. Già oggi quando un debito fiscale arriva a essere iscritto a ruolo (cioè quando al contribuente arriva una cartella) è possibile avviare il pignoramenteo del conto corrente. Anzi più precisamente potranno prelevare direttamente dal conto una quota dello stipendio.

La novità principale è l’emissione di un unico atto che diventa subito esecutivo invece di aspettare l’emissione della cartella, permettendo di accelerare il recupero dei crediti. Secondo le norme inserite in manovra, infatti, anche i Comuni, dal prossimo anno, potranno emettere accertamenti esecutivi, come fa ad esempio l’Agenzia delle Entrate: con questi atti alla scadenza dei termini per effettuare i pagamenti scatta subito la possibilità di attivare le procedure esecutive e cautelari.

«Una delle novità di rilievo dello schema di riforma in esame – si legge infatti nella relazione illustrativa della
legge di Bilancio – attiene alla previsione di un unico atto che al contempo racchiuda in sé tutti gli elementi per divenire titolo idoneo all’esecuzione forzata, a partire dal 2020. Gli atti emessi ovviamente riguarderanno le annualità non ancora prescritte» «Occorre inoltre sottolineare – viene specificato – che gli atti di cui si tratta riguardano non solo i tributi ma anche le

entrate patrimoniali degli enti, con esclusione delle multe poiché le disposizioni in esame non incidono sul codice della strada». L’esecuzione non scatta per somme inferiori ai 10 euro. Gli enti locali, anche attraverso i soggetti affidatari della riscossione, avranno l’obbligo dell’invio di un sollecito di pagamento per il recupero di importi fino a 10.000 euro, prima dell’attivazione di una procedura esecutiva e cautelare.I debiti potranno comunque essere rateizzati dai 100 euro in su.

«I cittadini non si devono preoccupare, non mi risulta». Così il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha risposto a chi gli chiedeva informazioni sull’esistenza di una norma in manovra che permetterebbe agli enti locali, in particolare ai Comuni, di bloccare i conti a chi non paghi multe e altre tasse locali.

Intanto un emendamento alla manovra (prima firma Endrizzi, insieme a Dell’Olio, Puglia, Pirro dei 5 stelle) depositato in commissione Bilancio del Senato prevede un contributo di 500 euro annui per rendere accessibili le cure odontoiatriche alle fasce di popolazione più deboli, ovvero con un reddito Isee «pari o inferiore a 25.000 euro» e con «particolare attenzione ai minori, alle famiglie monoreddito con figli, alle famiglie numerose, agli anziani».

Lo stesso emendamento prevede che dal 2022, gli studi odontoiatrici potranno essere solo società tra professionisti iscritti all’Albo, escludendo dal settore tutte le strutture organizzate con altre modalità (ad esempio Spa e Srl e catene odontoiatriche) in cui attualmente i proprietari possono anche non essere medici iscritti all’Albo. Così, avverte tuttavia l’associazione Centri Odontoiatrici (Ancod), «si mettono a rischio 17mila posti di lavoro nel settore».