Telefonini nelle celle e due tentativi di suicidio, è allarme nel carcere di Cassino

Due telefoni cellulari nascosti in carcere. A scoprirli, durante una perquisizione, gli agenti della polizia penitenziaria della casa circondariale di Cassino. I cellulari erano ben occultati al primo piano della terza sezione della casa circondariale.

A darne notizia, il segretario nazionale e regionale SAPPE per il Lazio, Maurizio Somma che ha espresso il suo apprezzamento al personale di polizia penitenziaria del carcere della città martire per il lavoro svolto: “Le carceri meritano la massima attenzione e soprattutto la necessaria attenzione deve essere posta nei confronti del corpo di polizia penitenziaria, un corpo dello stato garante dell’ordine e della sicurezza, che oggi più che mai grida a gran voce l’incremento di nuove risorse umane e l’integrazione di ulteriori mezzi, indispensabili per meglio svolgere il dovere quotidiano” -ha dichiarato Somma-.

Ieri mattina due tentativi di suicidio, nella Casa Circondariale San Domenico di Cassino, sono stati scongiurati dalla prontezza degli agenti di turno della Polizia Penitenziaria; poche ore e si torna a parla del carcere di via Sferracavalli, dopo il rinvenimento di due telefoni cellulari al 1 piano della Terza Sezione.

“Ennesimo ritrovamento di due telefoni cellulari presso la realtà penitenziaria – dichiara il segretario nazionale del Sappe Maurizio Somma.

In particolare verso le 23.00, durante una perquisizione presso il 1′ piano della Terza Sezione della Casa Circondariale di Cassino, i poliziotti penitenziari in loco ritrovano due telefoni cellulari occultati con fare scrupoloso.

Un particolare apprezzamento – continua Somma – deve esprimersi al personale di polizia penitenziaria della Casa Circondariale di Cassino che con fare attento e precipuo ha dato modo di ritrovare due telefoni cellulari accuratamente nascosti nella Terza Sezione dell’istituto.

Le carceri meritano la massima attenzione e soprattutto la necessaria attenzione deve essere posta nei confronti del Corpo di polizia penitenziaria, un Corpo dello Stato garante dell’ordine e della sicurezza che, oggi più che mai, grida a gran voce l’incremento di nuove risorse umane mediante ulteriori concorsi pubblici ed altresì l’integrazione di ulteriori mezzi, indispensabili per meglio svolgere il dovere quotidiano”.