«Ti sei messo con quelli là», la vicinanza di Nurcaro ai Reale mal vista dalla famiglia

Salvatore Nurcaro, reale obiettivo del raid di piazza Nazionale dello scorso 3 maggio, da tempo orbitava in ambienti riconducibili al gruppo dei Reale. Una ‘vicinanza’ confermata dagli stessi parenti del 32enne che mal vedevano quella scelta reputata poco saggia. E’ questo un particolare contenuto nell’informativa della squadra mobile dello scorso 10 giugno e nell’ultima ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere cinque esponenti del clan Reale (ribattezzata la ‘paranza dei cugini’ ossia i due Antonio Reale, Vincenzo Reale, Pasquale Reale e Patrizio Reale) oltre allo stesso Nurcaro, ‘punito per essere andato a chiedere soldi nel territorio di altri clan e non solo, aveva sfidato gli avversari sequestrando un ras avversario.

La vicinanza di Nurcaro al gruppo di via Comunale Ottaviano (indicata come la ‘roccaforte’ dei Reale) viene commentata più volte dal padre dello stesso, intercettazioni confluite già nella prima informativa. Il padre di Nurcaro ribadisce in una chiacchierata in famiglia che più volte ha esortato il figlio a farsi da parte:«Non mi ha voluto sentire, Totore sient a me statti qua, te ne vai sul Pallonetto, sopra i Quartieri, a piazza Nazionale solo tu che questi sono uno più cornuto e infame dell’altro». Nurcaro senior inoltre si rammaricava della scelta del figlio di schierarsi con «quelli di dietro la cappella» in particolare con  «sti frat cugin re mi là».