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Torna di moda il “Dossier Baggio”, le 900 pagine compilate dal “Divin Codino” per salvare il calcio italiano

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Con la deludente eliminazione dell’Italia per i prossimi Mondiali di calcio 2026 ritorna di attualità il “Dossier Baggio”, un documentario reso noto dall’ex calciatore della Juventus.

Baggio propose nuove linee guida per il movimento calcistico italiano

Roberto Baggio nel 2011 presentò questo famoso “dossier” al Consiglio Federale intitolandolo: “Rinnovare il Futuro”. Il Divin Codino compilò questo lungo documento per cercare di risanare il movimento calcistico italiano in preda ad una forte depressione e condito da una serie di risultati negativi che ancora tutt’oggi persistono. L’ex centravanti ricevette una risposta fredda da parte del Consiglio Federale. Lo stesso Baggio dopo appena due anni da quell’accaduto optò per le dimissioni dal suo ruolo di presidente del Settore Tecnico.

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Il progetto di Baggio era composto da 900 pagine e tra le tante richieste vi era ad esempio quella di formare i nuovi giovani calciatori italiani affidandosi a istruttori federali e qualificati sull’insegnamento della tecnica.

L’ex attaccante del Brescia dedicò spazio anche alla questione relativa allo scouting. L’idea era quella di dividere l’Italia in 100 distretti calcistici da affidare ad allenatori dedicati e di creare un database multimediale da tenere come archivio e poter così monitorare nel tempo lo sviluppo degli atleti.

Tra le sue idee vi era anche quella di promuovere delle collaborazioni tra università e ricercatori puntando su nuove scale di valori e costruendo un sistema meritocratico e moderno.

L’ennesimo fallimento italiano

Di quel famoso “dossier” oggi resta soltanto l’alone. L’unica certezza ad oggi è che poteva essere un’idea per cambiare un qualcosa che già da tempo non funzionava, ma putroppo si è rivelata l’ennesima occasione sfumata. L’Italia, con la sconfitta ai calci di rigore contro la Bosnia non parteciperà al terzo mondiale consecutivo. L’ultima apparizione azzurra risale al 2014 e più precisamente alla sfida contro l’Uruguay. Forse ad oggi col sennò di poi Baggio aveva ragione, peccato non aver preso spunto da tale idea.

 

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