Tragedia nel torinese, spara e uccide il figlio di 11 anni poi si toglie la vita

Claudio Baima Poma, un operaio di Rivara Canavese di 47 anni, ha sparato e ucciso il figlio di 11 anni con una pistola detenuta illegalmente. Poi si è ammazzato con la stessa arma. L’omicidio-suicidio è avvenuto nella notte tra domenica e lunedì 21 settembre in via Beltramo 3, a Rivara. Nel piccolo centro dell’alto Canavese sono arrivati i medici e gli infermieri del 118 e i carabinieri della Compagnia di Venaria. Ma non c’è stato nulla da tentare. La notizia riportata da La Stampa.

L’ultimo post sui social

L’uomo soffriva di crisi depressive ed era separato. Prima di impugnare la pistola Baima Poma, operaio in un’azienda meccanica della zona, ha scritto un lungo post su Facebook dove spiega nei dettagli cosa lo avrebbe spinto al gesto definitivo. Tutto alle 3,29. Una lunga lettera disperata rivolta alla sua ex compagna e ai suoi amici. Dove ripercorre gli ultimi anni della sua vita, della crisi e la separazione con la compagna, dell’amore per l’unico figlio fino alla malattia.

«Tutto bellissimo – si legge – fino a quando ho iniziato ad avere problemi di schiena e di conseguenza un danno permanente alla gamba. Esattamente una settimana prima di avere questo problema mi avevi chiesto di sposarti, ma poi hai iniziato ad allontanarti piano piano». Poi, le parole più tremende: «Noi partiamo per un lungo viaggio, dove nessuno ci potrà dividere, lontano da tutto, lontano dalla sofferenza…».

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