Una telefonata nel cuore della notte. Una convocazione urgente. Il timore che si infila nello stomaco come un coltello freddo. Poi, all’improvviso, la notizia che ribalta tutto: c’è un cuore nuovo per il piccolo paziente ricoverato all’Azienda Ospedaliera dei Colli – Ospedale Monaldi.
Dopo giorni di preghiere e angoscia, per il bambino di due anni operato lo scorso 23 dicembre e sottoposto a un trapianto rivelatosi drammaticamente compromesso, si riaccende una luce. La mamma, Patrizia, è stata convocata dalla direzione sanitaria. Per ore si è temuto il peggio. Invece la svolta è stata positiva: un organo compatibile è stato individuato e ora il team medico dovrà esprimersi sulla “trapiantabilità” del piccolo paziente.
La notizia è stata ufficializzata in diretta durante la trasmissione È sempre CartaBianca, su Rete 4, dall’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, intervenuto mentre era al telefono con i familiari del bambino. «Confermo che c’è un cuore nuovo, bisogna procedere subito», ha spiegato, ricordando però che almeno altri tre bambini sono in attesa dello stesso organo. Quattro vite appese allo stesso filo sottilissimo.
Distanti dai corridoi del Monaldi, le madri degli altri tre bambini vivono ore di apprensione simili a quelle di Patrizia: ogni telefonata, ogni aggiornamento medico o notizia da un centro trapianti è un brivido. Anche per loro il tempo è la variabile più crudele, perché ogni cuore donato può fare la differenza tra la vita e la morte.


