HomeCronacaTruffe agli anziani, 'nonna' e figlia erano a capo della banda

Truffe agli anziani, ‘nonna’ e figlia erano a capo della banda

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“Sono vecchia e stanca” così si lamentava nelle intercettazioni Caterina Iussi. Era ritenuta la “nonna” per il gruppo dei truffatori di anziani milanesi ed è finita ieri agli arresti domiciliari. A dispetto dei suoi 97 anni, c’è anche lei tra gli arrestati dai carabinieri: considerata il perno del loro sistema di furti e riciclaggio.

“La Iussi d’altronde – scrive il gip di Milano come riporta l’Agi – è la madre dei dieci fratelli Lafleur da tempo dediti ai reati contro il patrimonio e dimora stabilmente in via Muggiano dove ha una casa indipendente. Uscendo raramente, in caso di assenza della figlia Monica Lafleur, è lei a presidiare l’area. Si occupa delle loro vicissitudini giudiziarie ed è informata delle attività criminali in corso”.

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Il blitz contro la banda di truffatori 

I Carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal Gip del tribunale di Milano, a carico, fra gli altri, di 21 soggetti accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla Commissione di furti, ricettazione, riciclaggio e autoriciclaggio. Di questi indagati, 1 era già detenuto per altra causa, 6 sono stati associati in carcere, 9 agli arresti domiciliari e 5 sono stati sottoposti all’obbligo di dimora.

Operazione Altro Mondo

Il provvedimento, eseguito l’11 Dicembre scorso, scaturisce da un’approfondita e strutturata attività d’indagine, convenzionalmente denominata “Altro Mondo”, condotta dal Nucleo Investigativo di Milano e coordinata dalla Procura di Milano, avviata a partire dal 2023, come risposta alla recrudescenza di reati contro il patrimonio (in particolare furti, rapine e truffe), commessi prevalentemente in danno di soggetti vulnerabili con la tecnica del “finto Carabiniere”.

Il modus operandi adottato è risultato essere il prodotto di una meditata strategia predatoria. Il contatto con le vittime — sempre anziane e colte nel loro rientro solitario a casa — avveniva con l’utilizzo da parte degli indagati di materiale e segni distintivi delle forze dell’ordine per confonderle e disorientarle per accedere più agevolmente all’interno delle abitazioni e così derubarle in pochi attimi, senza dar loro la possibilità di rendersi conto di quanto stesse effettivamente accadendo.

L’autoriciclaggio internazionale

Le indagini, condotte attraverso un articolato impianto di attività tecniche unito a metodologie investigative tradizionali e mediante la proficua cooperazione internazionale giudiziaria e di polizia, hanno consentito di individuare un gruppo di matrice sinti, con una propria “base operativa” nel quartiere di Muggiano, alla periferia ovest di Milano, dedito alla commissione di reati contro il patrimonio (prevalentemente furti in abitazione) ma soprattutto alla ricettazione e al riciclaggio, anche all’estero, dei beni illecitamente ottenuti. Nello specifico, sono state ricostruite le responsabilità in ordine a 12 furti di cui 10 commessi con la tecnica del “finto Carabiniere” nonché 15 episodi di ricettazione, 8 di riciclaggio e 2 di autoriciclaggio commessi tra l’Italia, la Svizzera e il Belgio.

Nel corso dell’indagine, sono già stati sottoposti a sequestro, perché provenienti da attività illecite, 15.000 euro in denaro contante, numerosi orologi, borse e gioielli di lusso, preziosi vari, per un valore complessivo di circa 500.000 euro e anche una pistola a salve, trovati occultati in un nascondiglio ricavato in una controsoffittatura presente all’interno di un’abitazione.

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