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Umoya, il Tribunale ha annullato il sequestro: pedane galleggianti e i bungalow tornano accessibili

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Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha accolto la richiesta di riesame presentata nell’ambito della vicenda che aveva coinvolto Umoya – Natural Experience, annullando il decreto di sequestro preventivo e disponendo l’immediata restituzione delle strutture interessate dal provvedimento.

La novità è stata comunicata dalla proprietà della struttura, che ha fatto sapere che le pedane galleggianti e i bungalow tornano quindi accessibili. Umoya ritrova così la piena disponibilità degli spazi che erano stati interessati dal sequestro eseguito nelle scorse settimane.

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La proprietà, nel comunicare l’esito del riesame, ha sottolineato l’importanza di fornire un aggiornamento completo rispetto alle notizie diffuse in occasione del precedente provvedimento, accogliendo con soddisfazione la decisione del Tribunale e ribadendo la fiducia nel lavoro delle istituzioni.

Il sequestro del 27 agosto

La vicenda era iniziata lo scorso 27 agosto, quando la Polizia Municipale di Castel Volturno, coordinata dal comandante Domenico De Simone, aveva eseguito un provvedimento di sequestro che aveva interessato alcune strutture presenti all’interno dell’area dell’Ecoparco del Mediterraneo.

In particolare, erano state sottoposte a sequestro le due piattaforme galleggianti utilizzate come solarium e alcuni bungalow in fase di ristrutturazione.

Il provvedimento era legato a una questione relativa ai titoli autorizzativi delle strutture realizzate o presenti sullo specchio d’acqua. Gli accertamenti avevano riguardato, in particolare, le opere insistenti sull’area riconducibile al Demanio, per la quale sono previsti specifici titoli per l’occupazione e la realizzazione di manufatti.

La posizione di Umoya

Subito dopo il sequestro, la struttura aveva diffuso un comunicato per fare chiarezza sulle notizie circolate, precisando che il provvedimento riguardava esclusivamente le due piattaforme galleggianti adibite a solarium e i bungalow in ristrutturazione.

Umoya aveva inoltre sostenuto che il procedimento fosse legato a una complessa questione interpretativa sulla natura giuridica del lago, descritto dalla società come uno specchio d’acqua derivante da attività estrattiva e inserito nel Piano di Recupero Ambientale del Territorio approvato dal Commissario di Governo.

La struttura aveva quindi annunciato l’intenzione di tutelare le proprie ragioni nelle sedi competenti, attraverso i propri legali.

L’attività era rimasta aperta

Un altro elemento sottolineato dalla proprietà all’epoca riguardava la continuità delle attività. Il sequestro, secondo quanto comunicato da Umoya, non aveva comportato la chiusura dell’intera struttura: ristorante, bar, aree verdi, eventi e altre attività erano rimasti operativi.

L’unica limitazione riguardava l’accesso alle piattaforme galleggianti sottoposte a sequestro.

Ora, con l’accoglimento della richiesta di riesame e l’annullamento del decreto di sequestro preventivo, anche quelle strutture tornano nella disponibilità di Umoya – Natural Experience.

La decisione del Tribunale rappresenta dunque un nuovo passaggio nella vicenda, che aveva avuto origine dagli accertamenti effettuati nell’area dell’Ecoparco del Mediterraneo e che ora vede la restituzione delle strutture precedentemente sottoposte a sequestro.

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