«Ti stima molto», il profilo di Enzo ‘o nir l’uomo a cui il boss affidò le chiavi della Vanella Grassi

La sua scalata ai vertici del clan l’aveva stabilita lo stesso boss Salvatore Petriccione, ‘fondatore’ del gruppo della Vanella Grassi. In poco tempo Vincenzo Spera ‘o nir era dunque divenuto uomo di assoluta fiducia del clan nelle sue articolazioni (tre gruppi espressione dei tre quartieri dell’area nord, Secondigliano, Scampia e San Pietro a Patierno). E’ quanto emerge dalle oltre mille pagine dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita l’altro ieri dagli uomini del commissariato di Scampia e da quelli della squadra mobile contro vertici e affiliati della ‘Nuova Vanella Grassi’ (leggi qui).

L’importanza di Spera nella gerarchia della Vanella Grassi

L’importanza criminale di Spera viene chiarita in un’intercettazione ambientale del giugno 2018 in cui Enzo ‘o nir parla con Salvatore Lamonica di non voler avere problemi nella gestione delle piazze per non averne a sua volta con Petriccione a cui manifesta stima e rispetto. Una sorta di mini summit tra due ras di primo piano dell’organizzazione. «Non è una questione di paura, è proprio una questione di stima e come quando uno stima a una persona». Lamonica lo ascolta e gli dice:«E lui stima te, Enzo quello stima proprio a te! Quello per dire che devi stare tu fratello perchè ti stima e sa la cosa sua!Se tu per esempio corrispondi alla fiducia se ne frega di quello che fai!». Nell’ordinanza gli inquirenti tratteggiano il profilo criminale di Spera: già condannato per associazione di stampo camorristico e altri reati, Spera ha molte conoscenze criminali. Sa inoltre come fronteggiare i sodali della Vanella Grassi senza lasciarsi sfuggire di mano la situazione. Appare inoltre come in grado di far rispettare l’ordine gerarchico del clan fino alla scarcerazione di Petriccione.

Il rimprovero a Vincenzo Grimaldi ‘Bombolone’

Un rapporto radicalmente diverso da quello del capoclan con un altro ras emergente, Vincenzo Grimaldi, a capo della fazione di San Pietro a Patierno. Quest’ultimo in una lettera viene redarguito dal boss che gli intima di «essere più vicino alla famiglia» e non fare di testa sua.

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