Al Liceo Alberti di Napoli si prova a tornare alla normalità dopo il cedimento della scala antincendio esterna, dichiarata inagibile lo scorso 26 gennaio. Ogni giorno rientrano in aula fino a 500 studenti, ma con orari dimezzati e ingressi contingentati. Una soluzione tampone che consente la ripresa delle lezioni, ma che non spegne le polemiche di famiglie e ragazzi, preoccupati per la continuità didattica e per i tempi di ripristino definitivo dell’edificio.
Il piano tecnico e i tempi dei lavori
“Alla protesta non c’ero. Però quello che penso è che la situazione è veramente tremenda. Mi sento come se fossi tornata ai tempi del COVID. Non so quanto ci vorrà, ma la cosa che mi spaventa di più è che i nostri prof, quando si tornerà alla normalità, ci daranno una marea di compiti. È anche una seccatura fare i turni dalle 11 alle 14. Spero, dunque, che si possa tornare presto alla normalità”, così commenta una studentessa dell’istituto.
Nei giorni scorsi si è svolto un sopralluogo congiunto tra l’ufficio tecnico della Città Metropolitana di Napoli, la dirigenza scolastica e rappresentanti della V Municipalità Vomero-Arenella. Al termine è stato firmato un verbale che definisce i prossimi passaggi.
I lavori antincendio della fase emergenziale termineranno entro la fine della prossima settimana, quando sarà presentata la Scia ai Vigili del fuoco. Questo consentirà di utilizzare quasi interamente l’edificio, con alcune limitazioni relative al terzo piano e ai locali seminterrati.
La scala antincendio esterna sarà rimontata dopo gli interventi di consolidamento, che dovrebbero durare circa un mese e mezzo. L’utilizzo sarà possibile solo dopo il collaudo. Ulteriori lavori sono programmati nei mesi estivi, con l’obiettivo di garantire la piena fruizione dell’intero plesso a partire da settembre 2026.
Proteste e diritto allo studio
Nonostante l’avanzamento degli interventi, resta forte il malcontento. Gli orari ridotti (sei ore settimanali per molte classi e nove per le quinte) hanno spinto studenti e genitori a manifestare nel cortile dell’istituto.
La dirigente, Silvia Parisi, ha sottolineato come la nuova uscita di emergenza rappresenti una soluzione parziale, evidenziando la necessità di completare le vie di esodo interne per superare definitivamente le limitazioni.
Per le famiglie il problema principale non è solo la sicurezza, ma la qualità della didattica: due anni di cantieri, rumori e disagi, ora aggravati dalla riduzione delle lezioni. In attesa del completamento dei lavori, l’Alberti resta una scuola che funziona a metà, sospesa tra ripartenza e incertezza.


