Il deprezzamento del voto è indicativo dello stato di degrado del senso democratico collettivo. Nel corso della Prima Repubblica gli elettori cedevano al ricatto politico in cambio di un posto di lavoro o di un alloggio popolare, invece negli ultimi anni le organizzazioni criminali acquistano le preferenze per pochi euro. Emerge anche questo desolante scenario nell’indagine contro il clan Contini, coordinata dalla Procura di Napoli guidata da Nicola Gratteri.
Il ruolo di Core ‘e fierro
Secondo i pm della DDA, il 72enne Gaetano Core ‘e Fierro Girgenti e altri due indagati si sarebbero accordati con un candidato di centrodestra per procurargli voti in vista delle Elezioni Regionali in Campania del 2020. Il ras del Vasto e il suo fedelissimo avrebbero chiesto subito dei soldi per le attività di volantinaggio invece, in relazione al numero di voti raccolti nel quartiere Vasto, avrebbero chiesto un ulteriore “riconoscimento” economico per il loro impegno.
Per la Procura partenopea, il costo del voto sarebbe emerso in una conversazione, risalente all’agosto 2020, nella quale Girgenti si sarebbe rivolto al politico prima di mettersi d’accordo sull’affissione dei manifesti elettorali. Core ‘e Fierro avrebbe voluto dare 10 euro agli elettori, ma l’aspirante consigliere regionale ha rifiutato la proposta di compravendita: alla fine non è risultato eletto.
L’interesse della camorra sulle Regionali “Ogni voto eccoti 10 euro”
Gaetano Girgenti: Però un domani, si può sapere nel Vasto il quantitativo dei voti e delle altre cose; però nel frattempo, noi dobbiamo fare volantinaggio, i manifesti … tutte queste cose qua … sono spese extra, quindi che poi dopo noi facciamo salire (viene eletto ndr) l’amico e ci vuole favorire in un qualcosa un domani, noi non lo pretendiamo e non lo vogliamo, però se c’é da poter fare noi un qualcosa lo facciamo … cioè siamo i preferiti, se abbiamo fatto qualche risultato…
Politico: certamente
G.G. però il fattore volantinaggio, manifesti e altre di quelle cose … Sono spese a parte; noi dobbiamo prendere tre/quattro ragazzini e gli dobbiamo stare noi dietro perché scendo io la sera, perché se qualcuno li leva gli schiatto la testa
…
G.G: Noi basta che facciamo il volantinaggio, i manifesti… Già è una cosa bella per il fattore visivo, per l’immagine… che noi poi stiamo dietro a questa gente, noi possiamo dire… Io posso dire… Io mia moglie e miei figli il voto è tuo non ci sono problemi, non ci piove, però… che possiamo dire a questa gente… perché altrimenti dovremmo fare… ogni voto eccoti 10 euro… aspettare là fuori.
P.: No, no…
G.G: Ecco non le possiamo fare queste cose… Comprare i voti.
P: No, adesso più di prima… ci sono i riflettori… le intercettazioni.
La decisione del gip di Napoli
Il gip del Tribunale di Napoli, Fabrizia Fiore, non ha accolto la tesi degli inquirenti in merito all’accordo politico-mafioso. Girgenti e il suo aiutante si sarebbero offerti per l’affissione di manifesti e la distribuzione di volantini nel quartiere chiarendo l’impossibilità di garantire voti senza pagare 10 euro agli elettori, proposta che è stata rifiutata dal candidato. Il giudice ha quindi disposto la misura cautelare in carcere solo per il ras del Vasto che dovrà rispondere di spaccio e di detenzione di droga, reati aggravati dal metodo mafioso.
Indagine sul clan Contini, scoperti i nuovi i capi e gli affiliati

