“Vuò ‘mbruglià ‘e carte” frode fiscale da 1 milione di euro, arresti tra Napoli e Salerno

Nelle prime ore della mattinata odierna, militari del Comando Provinciale della Guardia di
Finanza di Salerno, su disposizione del G.I.P. del Tribunale di Nocera Inferiore, hanno
eseguito – nelle province di Salerno, Napoli, Benevento ed Avellino – dieci ordinanze di
custodia cautelare personale nei confronti di altrettanti soggetti indagati a vario titolo per
associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale internazionale, realizzata nel settore
della grande distribuzione di detersivi e prodotti per la casa.

I reati contestati sono quelli di cui agli artt. 416 c.p. (Associazione per delinquere) e 8 d.lgs. 74/2000 (Emissione di fatture o nitri documenti per operazioni inesistenti), con la “Circostanza aggravante del reato transnazionale” di cui all’art 61 bis c.p.

Nello specifico, i Finanzieri della Compagnia, coordinati dal Comando Gruppo di
Salerno, hanno notificato tre ordinanze di custodia cautelare in carcere a C.L., D.S. (enti-ambi residenti a Mercato San Severino – SA) e D.G. (residente a San Michele di Serino – AV), considerati i promotori del sodalizio e gli ideatori del meccanismo evasivo di frode, mentre nei confronti di R.F. (residente a Baronissi – SA), F.M. (residente a Castellammare di Stabia – NA), A.P. (residente a Matino – LE) e B.R. (residente a Nocera Inferiore – SA), il G.I.P. ha disposto la misura degli arresti domiciliari. A carico di B.G., D.L.J. (entrambi residenti a Pagani – SA) e P.V. (residente a Pisciano – SA) è stata invece disposta la misura dell’obbligo di dimora nei Comuni di rispettiva residenza.

II G.I.P. ha anche emesso un provvedimento di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente di tutti i beni riconducibili agli indagati, nonché alle società – italiane ed estere – coinvolte nella frode, per l’ammontare complessivo di 1.600.000 euro, corrispondente all’imposta indebitamente evasa.

Le indagini delle Fiamme Gialle di Salerno, sotto la direzione di questa Procura, culminate
negli odierni provvedimenti, sono state condote anche con l’ausilio di intercettazioni
telefoniche e telematiche, nonché attraverso mirate indagini finanziarie, nei confronti di
undici persone e sei società, a vario titolo coinvolte nell’articolato sistema di frode, con
accertamenti e riscontri effettuati presso numerose imprese che hanno intrattenuto rapporti
commerciali in qualità di clienti o fornitori, in ambito nazionale e comunitario.

Gli esiti di tali attività hanno permesso di individuare e disarticolare un’associazione per
delinquere finalizzata alla frode fiscale internazionale, nel commercio all’ingrosso di
detersivi ed altri prodotti, posta in essere anche attraverso l’emissione, il rilascio e l’utilizzo
di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti da parte di società estere con sede in
Inghilterra, Spaglia, Lituania Romania e Bulgaria, utilizzate per l’acquisto – e a produttori e
fornitori comunitari – delle partite di merce destinate al mercato nazionale.

Il sodalizio aveva poi creato, in Italia, una serie di società “cartiere” – intestate a prestanome – e “filtro/interposte” comunque riconducibili al gruppo criminale – oggetto degli odierni  provvedimenti ablativi e di perquisizione – che formalmente acquistavano i prodotti dalle società comunitarie e sulle quali è stato concentrato il debito d’imposta (l’IVA a debito sulle cessioni che non viene versata e che sostanzialmente viene a realizzare il risultato economico dell’evasione fiscale) derivante dalla successiva vendita ai clienti coinvolti nella filiera illecita.

Questi ultimi, acquistando ad un prezzo di mercato inferiore, hanno potuto infatti:
praticare a loro volta prezzi di vendita finali più vantaggiosi, rispetto a quelli del
mercato;
– attuare così una vera e propria concorrenza sleale nei confronti degli operatori onesti
che invece acquistano ai prezzi normalmente praticati sul mercato;
beneficiare dell’indebito credito IVA artificiosamente generato, grazie
all’annotazione delle fatture soggettivamente inesistenti emesse dalle società cartiere.

L’esame della documentazione intercettata e l’analisi delle movimentazioni bancarie, grazie
alle indagini finanziarie condotte sugli innumerevoli conti correnti intestati alle società
esistenti solo sulla carta, ai gestori di diritto e, soprattutto, di fatto delle imprese interposte, ha consentito di individuare e monitorare i flussi finanziari in entrata – ricevuti da clienti
nazionali – ed in uscita – verso i fornitori comunitari.

L’attenzione è stata rivolta, in particolare, sui conti di due delle società cartiere che fungevano da collettori dei proventi della frode, hi questo modo, si è giunti all’individuazione delle società straniere intestatarie dei conti correnti sulle quali venivano immediatamente bonificati gli illeciti profitti, formalmente giustificati dalla documentazione a corredo delle transazioni commerciali simulatamente realizzate in Italia.

Per tutelare gli interessi del Fisco, salvaguardando la possibilità di rifarsi concretamente nei
confronti di chi ha tratto beneficio con questo meccanismo di frode fiscale, è tuttora in corso di esecuzione il sequestro di beni mobili e immobili, conti correnti e quote societarie
riconducibili all’organizzazione, che aveva la sua base operativa nell’agro nocerino-sarnese.