HomePoliticaVILLARICCA. SCARAMUCCE IN CONSIGLIO COMUNALE, SCATTA LA POLEMICA

VILLARICCA. SCARAMUCCE IN CONSIGLIO COMUNALE, SCATTA LA POLEMICA

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Si è tenuta nella serata di ieri nella sala consiliare di Piazza Maione, un’assise che avrebbe dovuto affrontare una serie di provvedimenti molto importanti per Villaricca, ma a pochi secondi dall’inizio dei lavori, si è consumato l’ennesimo scontro tra una parte dell’opposizione e il presidente del consiglio comunale Giovanni Granata. Scaramucce tra Guarino (Fi) e Cacciapuoti (Udc) da un lato e il presidente Granata dall’altro, non sono nuove da quando si è insediata l’amministrazione nel luglio del 2006, ma questa volta lo scontro è diventato ancora più aspro, nel quale si aggiunge anche Maria Urlo (gruppo misto), dimissionaria da Villaricca Democratica (il partito del presidente Granata). “Colpi bassi”, “sgambetti” e ripicche dimostrano quanto, negli ultimi tempi, anche a Villaricca, le “cadute di stile” diventano consuetudine nel luogo istituzionale per antonomasia: il consiglio comunale. I lavori sono cominciati alle 19 in punto. Proprio in quel momento Guarino, Cacciapuoti e Urlo non sono presenti in aula, ma si trovano poco distanti. Dopo l’approvazione del verbale della seduta precedente, si sarebbero dovuti discutere i punti 2 e 3, ovvero, interrogazioni della minoranza. Dopo neanche un minuto, constatato che i consiglieri che hanno chiesto le interrogazioni non sono rientrati in aula e ignari – a loro avviso – che i lavori fossero gia iniziati, si è passato rapidamente al quarto punto all’ordine del giorno, scatenando l’ira dei tre consiglieri che dopo pochi istanti raggiungono l’aula del consiglio comunale per prendere parte ai lavori. Dopo vari tentativi e richieste da parte della minoranza, di discutere i punti all’odg ormai rinviati, i tre consiglieri abbandonano l’aula in forte polemica con il presidente Granata e con l’intera maggioranza.
«Non è possibile che un consiglio comunale con tanti punti all’ordine del giorno venga rinviato per l’incapacità e la chiusura mentale del presidente del consiglio comunale Granata – afferma Francesco Guarino, capogruppo di Fi – per un ritardo di 30 secondi non permette di discutere due importanti interrogazioni, che avrebbero messo in difficoltà la maggioranza. Il suo ennesimo abuso di potere – continua – è un vano tentativo di zittire una costruttiva opposizione. Ritengo responsabili di questi continui atteggiamenti anche il sindaco e i consiglieri di maggioranza, che non hanno avuto il coraggio di sfiduciare il presidente Granata».
Pronta la replica del presidente del consiglio Giovanni Granata: «I tre consiglieri, con la loro assenza negli attimi iniziali del consiglio comunale, tentavano ignobilmente di far mancare il numero legale. Ma invece la “seduta” è risultata valida e i lavori sono iniziati alle 19 in punto. Quando ho constatato l’assenza dei consiglieri che avrebbero dovuto relazionare i punti 2 e 3, quest’ultimi sono stati rinviati, come da regolamento. Piuttosto è il loro atteggiamento a risultare “immaturo” e “irresponsabile”. Vengono in consiglio comunale per creare disagi e fare polemiche, quando invece stasera (ieri ndr) si sarebbero dovuti discutere argomenti molto importanti per la città. Quando si agisce in un determinato modo, bisogna anche assumersi la responsabilità di ciò che ne deriva. Se a loro sarebbero bastati pochi secondi per far saltare il consiglio comunale, a me sono bastati gli stessi secondi per rinviare i punti all’ordine del giorno. In ogni caso – conclude – l’assise si è poi accordata per discutere al termine dei lavori le interrogazioni rinviate, ma loro hanno deciso ugualmente di non prendere parte al consiglio comunale. È un atteggiamento da irresponsabili».
«E’ l’ennesima dimostrazione di faziosità e arroganza del presidente Granata – ribatte Cacciapuoti (Udc) – che per capriccio infantile e puntigli pretestuosi, si aggrappa alla questione temporale. Dovrebbe rappresentare e garantire tutto il consiglio comunale, invece attua un continuo tentativo di imbavagliare l’opposizione. Si dimostra sempre più “arbitro” presuntuoso e pretestuoso, pronto a far valere solo le ragioni della propria coalizione – conclude – per Natale pensiamo seriamente di regalargli “fischietto e cartellini”».
Maria Urlo (gruppo misto) dichiara: «Sono sconfortata e amareggiata per il comportamento dittatoriale che il presidente del consiglio comunale Giovanni Granata assume durante i lavori consiliari. E’ impensabile che per un lievissimo ritardo, vengano rinviati punti all’odg di estrema importanza. Un plauso va al sindaco che ha tentato, ma inutilmente, di far ragionare il presidente. Il buon senso ancora una volta non ha prevalso. Sono uscita dall’aula perché ho avuto l’abilità di riconoscere una “mina vagante” che aveva creato un’atmosfera non consona ad ottenere l’obiettivo stabilito».

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