HomePoliticaCAMBIO IN GIUNTA: «ESCE GIOCONDO, ENTRA GIOCONDO»

CAMBIO IN GIUNTA: «ESCE GIOCONDO, ENTRA GIOCONDO»

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«Si tratta di un normale avvicendamento in giunta». E’ questa la motivazione che l’ex assessore ai lavori pubblici, Nicola Giocondo (Npsi), ha rilasciato dopo il vertice di maggioranza svoltosi ieri sera, in seguito alla decisione di abbandonare l’incarico. «Non c’è nessuna crisi politica – aggiunge – sono e resto della maggioranza. L’avvicendamento era previsto già all’indomani della nomina. – Conclude – E’ il normale decorso della politica». Giocondo smentisce tutte le voci “fantasiose” che negli ultimi giorni lo hanno voluto in contrasto con l’amministrazione Galdiero e rimarca: «La riunione di maggioranza si è svolta in un clima di serenità, durante la quale, ho spiegato le ragioni delle mie dimissioni: motivi personali».
E’ già pronta la delega per il nuovo incarico, che ironia della sorte, sarà affidato ad un omonimo dell’assessore uscente, figlio di un cugino. Nicola Giocondo jr ha 29 anni ed è geometra. E’ il primo non eletto tra le file del Npsi alle scorse amministrative. Nelle prossime ore potrebbe già firmare l’incarico di assessore ai lavori pubblici affidato dal sindaco Pasquale Galdiero che negli ultimi giorni è stato preso di mira da giornali e televisioni, secondo i quali lui e la sua amministrazione starebbero soffrendo di “mal di pancia”: «Desidero ringraziare Nicola Giocondo per il lavoro svolto fino ad oggi e accolgo con ottimismo l’imminente ingresso in giunta del giovane Giocondo che reputo un ottimo professionista e sono sicuro – continua – che saprà portare avanti l’incarico che sta per essergli conferito». Ma Galdiero non risparmia frecciate all’opposizione e a coloro che lo vorrebbero “sofferente”: «Eccomi in piedi e sano come un pesce – ribadisce – l’amministrazione gode di ottima salute, contrariamente a quanto affermato dai giornali negli ultimi giorni». Poi si sofferma sulle accuse di “dispotismo” da parte della minoranza: «Ho un carattere “chiaro” e “leale” che mi spinge a dire sempre quello che penso. Non faccio passerelle e non mi piacciono le vetrine. Faccio amministrazione – conclude – ma “vivo” facendo il medico, non il sindaco».

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