E’ scaduto il termine entro il quale gli undici componenti del “Laboratorio politico qualianese libero e democratico” avrebbero dovuto indicare il candidato unico alla carica di sindaco per le prossime elezioni amministrative. La formazione politica, nata due mesi fa in seguito alla “rocambolesca” sfiducia all’ex sindaco Pasquale Galdiero, si è dissolta senza lasciare traccia. L’idea di mettere insieme una “Grosse coalition” è praticamente fallita sul nascere: troppo ambiziosa per qualcuno, vera e propria utopia per altri. Fatto sta che si è tornati al punto di partenza. Se da un lato Fi, An e IdV hanno scoperto le carte, puntando tutto su Salvatore Onofaro, ex vicesindaco di An dell’era Schiano, che ritrova il sostegno dei vecchi amici di partito Marfella e Zara, dall’altro lato il Partito democratico insieme a Rinascita e Udc lavorano ininterrottamente alla scelta di un cavallo vincente, che fino ad ora stenta a venire fuori. Il braccio di ferro si gioca tra il Pd e Rd, due forze che insieme, stando alle ultime amministrative, valgono oltre il 30% dei consensi. C’è incertezza, invece, sulla decisione che prenderà l’Udeur, che al momento siede al tavolo con il Pd, Rd e Udc, ma i bene informati giurano che alla fine sceglierà di sostenere la candidatura di Salvatore Onofaro, ma queste sono solo ipotesi. Il Pd, che da solo conta circa il 20%, rivendicherebbe il “diritto” di esprimere il candidato e qualcuno azzarda il nome di Luigi Mancino, ex diellino già candidato alle scorse amministrative, ma il diretto interessato smentisce e parla di trattative ancora in atto. All’interno di Rd si lavora senza sosta per cercare l’accordo; c’è chi sostiene l’ipotesi di proporre la candidatura di Massimo Palella, ex capogruppo in consiglio comunale e autore della missiva che lo scorso 29 novembre aprì la crisi che portò alla sfiducia nei confronti dell’ex sindaco Galdiero.
Dal canto suo, l’ex primo cittadino, ancora saldamente alla guida della lista Unione civica qualianese, sembra ancora determinato a prendersi la rivincita. Alle scorse amministrative la sua formazione politica, composta da “fedelissimi”, si attestò al 10% dei consensi, con un numero di voti di poco inferiore a 1.600, cifra ben lontana dagli oltre 5.000 della coalizione che appoggia la candidatura di Onofaro e gli altrettanti voti, sempre secondo i dati rilevati alle ultime amministrative, del Pd, Rd e Udc.
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