HomePoliticaIL CONSIGLIERE REGIONALE GIUSEPPE MAISTO E' STATO ESPULSO DALL'UDEUR

IL CONSIGLIERE REGIONALE GIUSEPPE MAISTO E’ STATO ESPULSO DALL’UDEUR

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Il consigliere regionale Pietro Giuseppe Misto, insieme ad altri tre colleghi di partito sono stati “espulsi” dall’Udeur. «Quando ha dato le dimissioni da ministro Mastella ha detto che fra la politica e la famiglia preferiva scegliere la famiglia. Noi oggi possiamo dire che fra il partito e la politica scegliamo la politica. Siamo stati eletti nel centrosinistra e restiamo nel centrosinistra». Può riassumersi con questa frase la posizione assunta dai tre consiglieri campani che ieri sono stati espulsi dal segretario del partito Antonio Fantini. Con altri colleghi dell’ormai ex partito, primo fra tutti il segretario cittadino e consigliere al Comune di Napoli Diego Venanzoni, Pietro Giuseppe Maisto, Vittorio Insigne e Nicola Caputo hanno incontrato questa mattina i giornalisti e in mattinata si sono registrati altri abbandoni: due consiglieri comunali e un assessore provinciale di Napoli, il sindaco del comune di Cardito, l’ex assessore della provincia di Caserta Giovanni Di Caprio e un po’ di consiglieri comunali di realta’ del Napoletano e del Casertano. Ci tengono a precisare che – qualunque sia la scelta che il partito farà domani ad Arpaise (Bn) – loro resteranno nel centrosinistra. Il loro discorso si concentra su tre aspetti. La rivendicazione della voglia di discutere democraticamente e di non accettare scelte calate dall’alto. La mancanza di una lettera ufficiale che confermi quanto annunciato ieri dalla stampa sulla loro espulsione, così che sono loro a scegliere di abbandonare l’Udeur.
«Siamo stati buttati fuori – ha detto il consigliere regionale Nicola Caputo – con un atto monocratico del segretario regionale Fantini di cui abbiamo appreso dai giornalisti. Ci e’ stato impedito il confronto. Da tempo c’era un malessere interno: eravamo stufi di essere trattati da yes man. Ora ci sentiamo liberi, non abbiamo chiuso accordi con nessuno. Vogliamo solo continuare a fare politica».
«Non ci vendiamo la dignita’ per 5/6 posti nel listino», attacca Giuseppe Maisto, mentre per Vittorio Insigne «era difficile spiegare che si passava da una parte all’altra senza una ragione logica». «Nel momento in cui Mastella e’ rimasto fuori dall’intesa elettorale col centrosinistra – ha sottolineato l’ex segretario cittadino Diego Venanzoni – noi non potevamo piu’ seguirlo verso altri lidi».
La sofferenza della mancanza di dialogo provata molto prima della decisione di Mastella di non votare la fiducia a Prodi. A sentirli, però, sembrano ancora spaesati. Non si sa cosa farà l’Idv di Di Pietro. Circostanze che non potranno non avere conseguenze in Campania. Per ora, dunque, faranno gruppo a sè. Poi si vedrà.

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