Ci risiamo. Dopo una pausa di appena due anni, ormai non si parla d’altro: Bar, caffetterie, circoli sportivi e ricreativi, marciapiedi, oratori e associazioni culturali. E’ una vera e propria febbre che sembra contagiare proprio tutti. “Totosindaco forever” questo è il vero ed unico leit motiv che tiene banco in questi sciagurati giorni. Non c’è angolo del paese che non si parli di personaggi e scommesse legate al mercato della politica. Anche se la monnezza e le discariche ci sommergono e se anche De Gennaro ha deciso di dare il colpo di grazia a questo territorio riaprendo Cava Riconta, per il panzatuosto non c’è nulla che tenga di fronte alla libidine che si prova giocando con numeri, alleanze, partiti e ballottaggi. Altro che super enalotto giocato al bar Turillo: “Totosindaco and nothing else” (totosindaco e nient’altro n. d. r.), parafrasando una pubblicità che va in onda in questi giorni. Ormai tutto il paese è coinvolto in quella che sembra essere diventata una vera e propria mania che coinvolge grandi e piccini. Nel periodo pre elettorale i piccoli qualianesi non giocano più con le figurine dei calciatori o di Dragon Ball, ma da veri panzatuosti in erba avvezzi all’arte del governo, tirano fuori il materiale elettorale delle tornate precedenti e, da veri e propri bricconcelli col vizietto della politica, iniziano a giocarsela con una maestria ed una sapienza tale che addirittura le mamme inorridiscono davanti a tanta superbia e cotanta conoscenza.
Le quotazioni elettorali. Come in tutte le attività ludiche che riguardano il gioco d’azzardo, anche il toto sindaco ha le sue regole, i suoi valori, ma soprattutto i suoi protagonisti, che nel caso specifico, coincidono con i politici o aspiranti tali. Un Onofaro vale tre Mancino, mentre Mimmo Marrazzo è pagato due a uno. Lo stesso esponente UDC è alla pari con Max Pelella, la vera incognita di questa tornata elettorale. Galdiero da solo non viene più scambiato dai giocatori, ma accoppiato ad un papabile serio, ha ancora un suo ruolo ed un suo valore. Diversa invece la situazione di Ludovico De Luca. L’ex vice sindaco, dopo che è ritornato alla casa del padre nobile del centro destra, Michele Nuosto, cospargendosi il capo di cenere e recitando il mea culpa in latino antico, non viene più contrattato dai giocatori. Molti di questi hanno preferito escluderlo dal toto sindaco e di seguito ne spiegano le ragioni, squisitamente tecniche: “Ludovico gode di poca autonomia” dice uno spregiudicato giocatore d’azzardo, che prosegue: “E’ pagato poco, ma nulla vieta che se si smarcasse dal centro destra e rivendicasse una propria autonomia politica, le sue quotazioni subirebbero un forte rialzo. Al momento però tali valutazioni non sono quantificabili. Per determinare il preciso fixing dei delfini sul mercato, bisogna ancora aspettare qualche settimana”. Beh, più che toto sindaco, qua siamo in presenza di veri e propri traffici, con regole, listini e proiezioni. Ormai gli allibratori nostrani parlano come il Wall Street Journal o l’Economist.
Il vecchio che ritorna. Ma la vera chicca di questa nuova tornata elettorale è rappresentata, come quasi sempre succede da un pò di anni a questa parte, da Michele Schiano. E davanti all’ex sindaco della “Qualiano by Night” non c’è candidato (in pectore) che tenga. Per i guagliuncielli qualianesi è il top del top, e rappresenta il vero asso nella manica del gioco delle figurine e dei santini elettorali. Michele è un jolly che non ti abbandona mai e mantiene sempre sia il prezzo che il mercato. Lo piazzi sempre, comunque e dovunque. I giocatori più disinvolti lo conservano in tutte le salse ed in tutti gli aromi: candidato al consiglio comunale, al consiglio regionale, nonché alla Camera. Leggenda vuole che addirittura in una riunione condominiale dalle parti di Castel Monteleone, ad un certo punto della serata, sia spuntato fuori un volantino elettorale di Michele Schiano, candidato questa volta alla carica di amministratore condominiale. Per ora è solo un racconto mitologico, ma i soliti ben informati riferiscono che questa sia una circostanza vera e che il nostro eroe, alla fine, non l’abbia spuntata per solo una manciata di voti. La ragione? I condomini del piano terra, vigliaccamente, si sono astenuti. I più nostalgici però lo continuano a preferire come candidato sindaco. Insomma Micheluccio si ri-vende bene, a dispetto di tutte le malelingue che straparlano troppo e a sproposito circa la sua intelligenza politica. “Michele forever” o “Michele ci manchi” queste le frasi di rito dei giocatori più affezionati. La città che sembrava ormai vaccinata al ritorno del re Michele Nuosto II, ha presto dimenticato , anzi, ha già perdonato ed è pronta ad accogliere fra le sue flaccide e maleodoranti membra, uno dei suoi figli prediletti, caduto troppo presto in disgrazia e costretto all’esilio forzato. E come poteva essere altrimenti dopo il lavoro incessante di Pasquale Galdiero in questi ultimi due anni? Mai l’ex padrone di Forza Italia avrebbe pensato di trovare un prezioso alleato proprio nel più acerrimo dei suoi nemici. Il doctor nella sua breve parentesi al comando, ha fatto di tutto per preparare il ritorno del centro destra al governo della città. Oggi Michele Schiano, suo malgrado, è ritornato ad essere interlocutore preferito e privilegiato del vasto schieramento che sta portando Onofaro in trionfo. I trecento e passa voti della scorsa campagna elettorale sono solo una parentesi tra un’elezione e l’altra. Questa città ha un disperato bisogno di un capopopolo e di un riferimento forte e Schiano incarna alla perfezione il concetto di politica che ha la stragrande maggioranza dei qualianesi. Buona notte Qualiano.
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