HomePoliticaNAPOLANO (PD): «SPERANZA E FIDUCIAPER QUALIANO, E' L'ORA DI RIPARTIRE»

NAPOLANO (PD): «SPERANZA E FIDUCIA
PER QUALIANO, E’ L’ORA DI RIPARTIRE»

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In un libro intervista del 1995 Veltroni parla de ‘La bella poltica”. Quando nel ’98 ci fu la prima caduta del governo Prodi, Veltroni era già dell’idea che l’Ulivo dovesse diventare un partito e non un’alleanza elettorale, che bisognava, anche da soli, andare alle elezioni. Al congresso di Firenze affermò: ”Continuo a coltivare la speranza e il sogno che non faremo solo un cambiamento di nome ma realizzeremo un allargamento di frontiere e che da questo possa nascere un’Internazionale dei socialisti e dei democratici e che possa trasformarsi nel soggetto principale della politica internazionale. Ora non possiamo fermarci, perché se da domani tutto tornasse com’era, penso che deluderemmo la nostra gente. E quando parlo di ‘gente’ non indico solo i nostri iscritti e militanti ma i milioni di italiani che stanno guardando a noi con fiducia e con speranza”. Parole chiavi: sogni, fiducia, speranza. Veltroni è partito alla grande, ha già provocato un terremoto nella politica Italiana, in modo unilaterale ha iniziato il cambiamento, ha costretto altri a seguirlo, ha creduto nelle cose che diceva da 20 anni, ha aspettato il momento, le ha fatte. Gli Italiani cominciano a capire, a seguire con interesse, a dargli fiducia. Non so se vinceremo le elezioni, so per certo che ha già vinto la sua idea di cambiamento, i suoi sogni, le sue passioni, si tramutano in fatti, in scelte chiare.
Possibile che di tutto questo non arrivi niente a Qualiano e non ci contamina neanche lontanamente? Possibile che continuiamo ad aggrovigliarci tra tavoli, sedie e trattative? Ho seguito la linea di Veltroni anche quando in Campania eravamo una sparuta minoranza, oggi tutti si ricredono e sono contento, ma voglio che anche qui nel mio paese il vero Partito Democratico abbia quelle tre parole chiavi: sogni, fiducia, speranza.
Tutti parlano di cambiamento, ma intanto non cambiano niente, nei metodi, negli atteggiamenti. Furbi contro furbi, diffidenti contro diffidenti, solo manie di vincere, di dimostrare forza, di cercare numeri, di scongiurare fughe, di studiare vendette (politiche)… e i cittadini? Il loro futuro? I loro problemi? I sogni? Le passioni? La voglia di voltare pagina? Il cambiamento? Le speranze?
C’è una bellissima canzone di De Andrè che dice: “… la maggioranza sta recitando un rosario di ambizioni meschine/ di millenarie paure/ di inesauribili astuzie/…/ la maggioranza sta come una malattia/ come una sfortuna/ come un’astenia/ come un’abitudine”. Lo credo anch’io, la fobia della maggioranza fa dimenticare tutto, la stessa ragione d’essere della politica. La maggioranza va conquistata, ma con coraggio, con sfida verso il futuro e ritrovando le ragioni dell’essere Partito Democratico.
Fermiamo ‘le bocce’ solo per un attimo. Non riesco a immaginare un cambiamento nella politica qualianese senza un PD con tutta la sua energia prorompente, non riesco ad immaginarlo neanche con un PD debole. Abbiamo bisogno di tutti, abbiamo bisogno che tutti si convincano che si parte dal riconoscimento reciproco. Ognuno deve sentirsi forte se è funzionale al cambiamento, se le sue competenze, la sua storia politica, le sue passioni, riesce a metterle al servizio, dentro il PD per avviare quel processo nuovo della politica, che ridia ai cittadini voglia di partecipare, che inverta la sfiducia e la depressione per il futuro, in nuova speranza e voglia di esserci, per liberare quelle energie di cui, un territorio martoriato come il nostro, ha bisogno. Abbiamo le risorse per farlo, ma non riusciamo a valorizzarle, appiattiti come siamo sulle paure, sui tavoli delle alleanze, sui veti incrociati. Lo spazio che ognuno si ritrova, proviamo a misurarlo in questa direzione, e non nelle nicchie di voti. Quando dico che abbiamo bisogno di tutti intendo che tutti dobbiamo essere funzionali, dai nomi storici Andrea Granata, Raffaele Pirozzi, Carmine Sgariglia, Stefano Spariglia, Rosario Petrillo, Salvatore Picone, Raffaele Del Giudice, e tutti quelli che ometto solo per spazio, allargando a quanti si sono affacciati alla politica avendo già un ruolo, potrei citare Rosa Biancaccio, eletta all’assemblea regionale costituente, o alla stessa Carmela Licciardiello che oltre ad essere costantemente presente sui problemi ambientali, ha anche svolto un egregio lavoro con l’UNICEF, che tocca strettamente la vita e i programmi amministrativi, aprendo a quanti ci guardano con interesse, ai giovani che sono già tanti nel PD, ma che ne vengono esclusi a causa dell’impermeabilità dei partiti. Valorizzare queste risorse, favorire le loro candidature, spostare la discussione sulle cose da fare. Chiedere ancora a Mancino di capeggiare questo progetto, fatto sempre più da una squadra e sempre meno da gruppi diffidenti, in una campagna elettorale sobria e che privilegi i contatti umani. Ognuno sia valorizzato e riconosciuto per ciò che può mettere a disposizione.
Dal nostro esempio si può guardare agli altri. Rinascita Democratica deve avere la consapevolezza che in questo processo il consenso che ha è fondamentale, ma non possono continuare ad essere cavalli pazzi. Hanno già fatto scelte che poi si sono verificate errate e loro stessi hanno coraggiosamente cambiato strada, ma è ora che si guardi al paese con più serenità. Non abbiamo vendette politiche o rivalse nell’agenda futura di Qualiano, non servono a nessuno, abbiamo solo la necessità che le competenze dimostrate e il consenso ottenuto servono a ridisegnare quel futuro. Stimo molto le persone che ho avuto modo di conoscere dell’UDC, ma anche loro, che si sono dimostrati insofferenti e hanno fatto scelte di coraggio, devono passare da una cerchia familiare ad essere un partito che si allarga oltre quei confini. Trovo sbagliato non aprire un dialogo con la sinistra l’arcobaleno, sono persone che hanno valori, passioni, e oltre il confine numerico, sono un valore aggiunto di cui il cambiamento non può fare a meno. Penso che insieme abbiamo questa responsabilità e insieme e con questa veste nuova possiamo aprire un varco di speranza.
Penso che anche i legami che ognuno ha consolidato oltre i confini di Qualiano, con organismi dirigenti, ministri, assessori regionali, debbano poi essere funzionali per mettere in campo progetti ambiziosi. Da Nicolais a Cozzolino può venire un input e un impegno serio per una eccellenza di sviluppo. Penso a un centro di ricerca e promozione orientato alle energie alternative e al risparmio energetico, che si affianchi alla centrale fotovoltaica. Penso al coinvolgimento dell’attuale assessore all’ambiente regionale, Walter Canapini, uomo di prestigio Internazionale, con cui studiare e verificare un piano di uscita dall’emergenza rifiuti della nostra area, ma anche ad una legge che obblighi i comuni a tenere annualmente una relazione sullo stato di salute delle persone e dell’ambiente, con dati forniti obbligatoriamente dalle ASL e dall’ARPAC.
Penso che i cittadini di Qualiano non debbano essere solo numeri immessi a ruolo, ma la politica deve preoccuparsi delle loro criticità economiche, con politiche di risparmio e di solidarietà.
Penso che i commercianti di Qualiano debbano avere al loro fianco politici e amministratori in un momento di enorme difficoltà, e che debbano innanzitutto avere in loro quella fiducia necessaria affinché cresca un nuovo protagonismo, necessario a loro, ma anche all’intera economia locale.
Penso che la scuola deve essere aperta al territorio e che deve trovare sponda nella politica, per essere una risorsa anche di sviluppo, e che tutti debbano avere la consapevolezza di quanto questo istituto sia fondamentale, proprio perché lì si formano le future generazioni e la loro cultura, ma anche per lo straordinario osservatorio che è nelle relazioni con le famiglie.
Penso a tante di queste cose, ma senza la passione nel provarci da parte di tutti, senza il sogno di crederlo possibile, penso anche che stroncheremo le speranze.
Qualcuno può ancora affermare che faccio poesia, o che credo ancora alla befana. Sarà. A parte che la poesia merita rispetto, ma se l’obiettivo è il cambiamento e la costruzione di una Qualiano diversa, io non vedo altre strade, e non ho ascoltato o letto altre indicazioni che mi convincessero. Qui sono nato, qui vivo, qui credo nella politica da sempre, qui credo nell’impegno civile da sempre, qui continuerò a dire la mia e a dare il mio impegno, non ho mai avuto bisogno di ruoli per poterlo fare, ma spero questa volta di avere ragione prima e non dopo.

Salvatore Napolano
Partito Democratico – Qualiano

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