HomePoliticaGIUGLIANO, ELEZIONI: SENZA NOMI E SENZA ACCORDI PROCEDONO I PARTITI DI SINISTRA

GIUGLIANO, ELEZIONI: SENZA NOMI E SENZA ACCORDI PROCEDONO I PARTITI DI SINISTRA

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È ancora in alto mare il partito democratico giuglianese. Senza ancora un segretario e senza la possibilità- dovuta ad inconciliabilità interne- di nominare un proprio candidato sindaco, il Pd affronta la sua terza settimana prima della presentazione delle liste.
Qualche possibile risoluzione si potrebbe avere nel pomeriggio di oggi. Sembrerebbe fissata, infatti, una riunione dei veltroniani per consentire loro la definizione di un proprio coordinamento ed in seconda istanza ragionare sul possibile candidato sindaco.
Ad oggi le ipotesi sembrerebbero due- emerse tra le altre nei corridoi della politica locale- e si dovrebbe quindi decidere tra l’ex primo cittadino Giacomo Gerlini e l’attuale sindaco Francesco Taglialatela.
Di giovedì in giovedì si spera che la riunione di questo pomeriggio non abbia gli stessi esiti della precedente.
Svoltasi presso la sala della biblioteca comunale, la scorsa riunione del Pd giuglianese attendeva l’arrivo di alcuni esponenti provinciali prima di proseguire nel dibattito. Ma alcuni componenti interni del partito giuglianese hanno “tagliato la corda” nel bel mezzo dell’iniziativa.
A causare i principali malcontenti- secondo i bene informati- la possibile ricandidatura di Francesco Taglialatela, osteggiata da gran parte dei membri del partito veltroniano locale.
Peraltro, nei corridoi della politica giuglianese emergono nuove voci che vedono da un lato Taglialatela ipotizzante una candidatura alla camera e dall’altro l’ingresso a pieno titolo nel Pd giuglianese, del senatore Nello Palumbo. Il senatore, di corrente de mitiana, potrebbe essere tra i favoriti a Giugliano ma a conti fatti, e dato l’esito della riunione di giovedì, probabilmente il nome del candidato sindaco per il Pd sarà deciso ai tavoli provinciali. Ipotesi che di certo non arriderebbe ai componenti interni del partito impossibilitati, in tal caso, ad esprimere le proprie preferenze.
Ma non solo Pd. Ad essere investita dalla “crisi pre-elettorale” è anche la neonata coalizione di centrosinistra denominata “La Sinistra-L’Arcobaleno”. A costituire il blocco unico dovrebbero essere quattro partiti del centrosinistra e quindi Rifondazione, Sinistra Democratica, Comunisti Italiani e Verdi. Quattro realtà che, almeno a livello locale, non sono mai state vicine e che ora dovranno altresì esprimere collegialmente un proprio candidato a sindaco che riesca a superare i particolarismi dei diversi soggetti politici unitisi per giocoforza a poco meno di due mesi dalle elezioni. E se Rifondazione sembrava già delineare le chiare fattezze del proprio candidato c’è chi all’interno della coalizione preferisce affermare “coram populo” il proprio dissenso. Non teme di danneggiare l’unità del “gruppo unico” Giovanni De Vivo (Segretario dei Verdi) che chiaramente afferma a mezzo comunicato stampa che “le fonti che danno per certa la sua candidatura non sono fonti di carattere territoriale, ma forse federative napoletane dove il consigliere Poziello riveste la carica di coordinatore Enti locali del Prc. Partito che a quanto mi è dato sapere rivendica la candidatura a sindaco in molti Comuni” . Tutto ancora da costruire e niente di certo, quindi. Con sempre meno tempo a disposizione.

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