Qualianese, 20 anni, ha un fratello di quattro anni più giovane, il papà è medico e la mamma è casalinga. E’ diplomata al liceo scientifico e attualmente studia biotecnologie alla Federico II. E’ nipote dell’ex segretario dei Ds Rosario Petrillo, ora esponente di punta del Pd qualianese. E’ stata scelta come candidata a sindaco di Qualiano dal Partito Democratico, dopo settimane di contese e dispute interne. Tra tutti i candidati a sindaco d’Italia è la più giovane in assoluto. Ha le idee chiare e nonostante la giovane età, ha una grande passione per la politica. Ama il suo paese ed è molto determinata a cambiarlo. Punta sui giovani: «siamo una grande risorsa e nessuno lo ha ancora capito». E’ un fiume in piena. Ha tantissime idee ed è certa che Qualiano può farcela.
Come nasce in te la passione per la politica?
La politica ha sempre avuto su di me un fascino particolare. Fin dalle scuole medie ho sentito il bisogno di avvicinarmi a questo mondo. Mi sentivo attratta e lo devo ad una professoressa che ha saputo rendere piacevoli argomenti come la storia e la letteratura. La passione vera è venuta fuori al liceo. Sentivo il bisogno di conoscere e capire gli avvenimenti che hanno condizionato la storia. A 16 anni sono entrata a far parte della sinistra giovanile, partecipando a numerose manifestazioni in cui, spesso, sono stata portavoce dei gruppi che man mano ho rappresentato. In politica volevo starci a tutti i costi.
Come ti è venuta l’idea di candidarti a sindaco?
Un giorno ero a tavola con i miei genitori e pensai ad alta voce che avrei desiderato farlo, la cosa però suscitò una reazione non proprio felice da parte loro. Sembrava che la cosa fosse finita lì. Così non è stato. La mattina di sabato 16 marzo, poche ore prima della scadenza dei termini per la presentazione delle liste, mi è giunta la proposta dai vertici locali del Pd: «Vuoi fare la nostra candidata a sindaco?» La mia è stata una risposta fulminea: «Sì». Sono molto istintiva, mi conosco bene e credo che questo sia un punto di forza.
Non pensi di essere troppo giovane per fare il sindaco?
Assolutamente no! La storiella del “troppo giovane per…” è solo un luogo comune. Ci sono molti altri esempi di giovani sindaci in Italia. E poi anche Michele Schiano quando diventò sindaco di Qualiano per la prima volta era giovanissimo. Ci si lamenta se si è troppo vecchi o si è troppo giovani: la gente non si accontenta mai.
Qual è la tua ricetta per Qualiano?
Ho due programmi: uno per Qualiano in generale e un altro per i giovani. Partirei dalla questione rifiuti. La raccolta differenziata è già stata propinata altre volte ai qualianesi, poi sappiamo com’è andata a finire: i cittadini differenziavano e dopo la raccolta mischiavano tutto. Se vogliamo vedere le strade pulite è necessario produrre meno rifiuti, quindi la differenziata và fatta e l’amministrazione ha il dovere di farla funzionare, altrimenti è tutto inutile. Poi affronterei il problema dei trasporti. Se non possiamo avere i mezzi su rotaia, allora bisogna far funzionare bene quelli su gomma, ottimizzando le corse verso ferrovia e metropolitane, con orari meglio distribuiti e sulle fermate installare pensiline con indicazioni precise sui tempi di attesa: questo è il minimo. Poi bisognerà mettere mano al nuovo Piano urbanistico: il Prg attualmente in vigore non offre opportunità di sviluppo. Posso dire che né io e neppure i miei candidati hanno interessi sui terreni di Qualiano, faremo un piano pulito e razionale nell’interesse di tutti i Qualianesi, non dei soliti “pochi”. Non ultimo il problema delle scuole. Se Qualiano non può avere autosufficienza per quanto riguarda gli istituti superiori, allora in attesa che vengano costruite e aperte nuove strutture scolastiche è necessario fare accordi con i comuni limitrofi, in particolare con Giugliano, per garantire ai giovani studenti qualianesi un ragionevole numero di accessi: cosa che fino ad oggi non è mai stata fatta a differenza di altri comuni del comprensorio ai quali già da diversi anni viene garantito un numero di iscrizioni sufficiente. Infine penso che sia necessario aprire gli asili nido, per agevolare le tantissime mamme che oggi sono costrette ad enormi sacrifici pur di non rinunciare al lavoro. Per il momento mi fermo qui, ma ho tantissime altre idee in cantiere.
Dicevi di un programma dedicato ai giovani. In che consiste?
La cultura è alla base di tutto. Se ai giovani non dai i mezzi necessari per dare sfogo alla creatività, rischi di sopprimerla provocando notevoli danni alla società ed ecco che ti accorgi che Qualiano non offre praticamente nulla. Noi giovani siamo una grande risorsa e nessuno ancora lo ha capito. Bisogna cominciare dalle cose semplici: manifestazioni, concorsi artistici, feste a tema e molte altre iniziative culturali; ma soprattutto bisogna costruire infrastrutture in grado di accogliere eventi, come una tensostruttura, una biblioteca multimediale dove anche i giovani più disagiati possono avere accesso alle tecnologie e un auditorium per presentare libri, organizzare concorsi letterari e tante altre cose degne di un paese civile. Ovviamente per fare tutto questo e molto altro ancora, bisognerà mettere in atto strategie in grado attirare fondi. Sappiamo bene che oggi le condizioni economiche non sono per niente favorevoli. Tuttavia sono molto fiduciosa.
Le periferie corrono verso il degrado assoluto. Un esempio per tutte: i campi da tennis distrutti e abbandonati. Come pensi di risolvere il problema?
Quella zona va innanzitutto bonificata. Una volta ripristinate le condizioni di sicurezza, i campi vanno ricostruiti e resi immediatamente funzionanti, altrimenti si rischia di tornare al punto di partenza. Magari sfruttando la vicinanza con il campo di calcio si potrebbe istituire il “quartiere dello sport”. In pratica bisogna creare un’attrattiva e i cittadini devono sentirsi partecipi di questa trasformazione. Dopotutto i beni della collettività sono ad uso e consumo dell’intera popolazione.
Rapine, furti, microcriminalità e inosservanza delle leggi. A Qualiano esiste il problema della sicurezza, come pensi di affrontarlo?
Prima di tutto è necessario mettere le forze dell’ordine nelle condizioni di operare efficacemente. Bisognerà quindi dare una forte spinta alla costruzione della nuova caserma dei carabinieri e chiedere una maggiore presenza di uomini e mezzi sul territorio. Solo così possiamo sperare di far rispettare le leggi. Nel frattempo possiamo creare un deterrente; per esempio: si potrebbe installare un circuito di videosorveglianza che riprenda ventiquattrore al giorno le zone più a rischio. Certamente il problema della sicurezza non si risolve molto facilmente, ma da qualche parte bisognerà pur cominciare.
Se sarai eletta, cosa farai nei primi cento giorni?
Penserei subito ai giovani, partendo dalle cose semplici. Questo paese può farcela, ha solo bisogno di rinnovarsi e i giovani, si sa, sulle novità sono sempre un passo avanti.
Ilaria Romano candidata a sindaco di Qualiano e Marco Follini capolista al senato per il Pd, incontreranno gli elettori questa sera, mercoledì 26 marzo alle 19, nella sala consiliare del Comune di Qualiano in piazza del Popolo.

