HomePoliticaD’ALEMA A GIUGLIANO: «RIPARTIAMO DAL SUD PER SCONFIGGERE L’ASSE LEGHISTA»

D’ALEMA A GIUGLIANO: «RIPARTIAMO DAL SUD PER SCONFIGGERE L’ASSE LEGHISTA»

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Un lungo e caloroso applauso delle oltre duecento persone presenti in sala ha accolto l’attuale Ministro degli Esteri e candidato capolista del Pd alla Camera dei Deputati nel collegio Campania 1 Massimo D’Alema, quando ieri, alle 20:30, ha varcato la porta d’ingresso dell’auditorium della Biblioteca comunale di Giugliano. E’ stato un avvio di campagna elettorale col botto quello messo a segno dal Pd giuglianese, che, anche grazie alla visita dello storico leader del centrosinistra, sembra aver ritrovato quella coesione interna che sembrava oramai smarrita. Nessuno è voluto mancare a quest’importante incontro, erano presenti tutti i venticinque candidati alla carica di consigliere comunale delle liste del Pd e naturalmente non poteva mancare il candidato sindaco Francesco Tagliatatela. C’erano, inoltre, l’attuale assessore allo sport del Comune di Giugliano Renata Ruggi, candidata per il Pd alla Camera dei Deputati, e tanti altri esponenti del mondo politico locale e della società civile. Massimo D’Alema mancava da Giugliano dal maggio 2003, quando nel comizio di Piazza Mattetotti, tirò la volata vincente all’allora aspirante e futuro sindaco di Giugliano Francesco Tagliatatela. Oggi, come cinque anni fa, D’Alema è ritornato nella “città della mela annurca” con lo stesso intento ma con nuovi presupposti: oggi non c’è più “L’Unione” ma il Pd e Tagliatatela corre da solo, non più da sfidante ma da sindaco uscente.
A fare gli onori di casa a D’Alema è stato il neo-segretario cittadino del Pd Giovanna Palma, che, visibilmente emozionata, ha definito questo un « momento storico per la città di Giugliano» ed ha sottolineato come « il Pd abbia presentato per la prima volta una lista giovane ed innovativa, sposando un modo nuovo di fare politica, improntato al rinnovamento e non ad un ritorno al passato». A prendere la parola è stato poi Francesco Tagliatatela che, durante il suo intervento, ha tenuto a rimarcare, nonostante le tante difficoltà, i risultati raggiunti durante i suoi cinque anni di amministrazione: dalla bonifica del territorio alle misure di politiche sociali, dall’inaugurazione di nuove strutture sportive alla gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata fino ad arrivare al Tribunale metropolitano. «E’ stata – secondo l’attuale sindaco – la politica del fare piuttosto che quella dell’apparire» quella che ha governato la città di Giugliano in questi cinque anni. Non sono mancati duri attacchi al suo diretto rivale politico alla carica di primo cittadino, ovvero l’avvocato Giovanni Pianese, quando sostenendo la necessità di riprogettare nuovo modello di sviluppo del territorio ha affermato che « questo non può certamente essere quello già proposto negli anni ’80 che qualcuno vuole riproporre ora dopo quindici anni, governando questa città con le stesse di allora». Infine c’è stato l’appello lanciato dal palco da Tagliatatela ai cittadini di Giugliano «quello di non far mortificare quanto di buono è stato fatto in questi anni e di non farsi abbindolare da altri progetti poco seri».
A concludere la serata è stato il leader nazionale del Pd Massimo D’Alema che, durante il suo intervento durato più di mezz’ora, ha toccato i temi più importanti dell’agenda politica nazionale e locale: la crescita ed il ruolo del Mezzogiorno nelle prossime elezioni, la crisi dei rifiuti campana e la lotta alla criminalità. D’Alema ha sottolineato come il governo di centro-sinistra «si sia fatto carico di tutte le responsabilità sul mancato funzionamento di un corretto ciclo dei rifiuti» mentre la Destra abbia fatto solo « una vergognosa campagna di strumentalizzazione dell’emergenza rifiuti a biechi scopi propagandistici, dimenticandosi che durante i due governi Berlusconi niente è stato fatto per risolvere il problema della spazzatura». Il Ministro degli Esteri ha voluto rimarcare il ruolo determinante che avrà il Mezzogiorno alle prossime elezioni, «i meridionali – secondo D’Alema – devono ritrovare l’orgoglio e la passione di partecipare anche in modo critico alle scelte della vita, per sconfiggere l’asse nordista-leghista sposato da Berlusconi», che è stato definito più volte «pifferaio magico», ossia colui che «da quindici anni, pur essendo il principale protagonista della scena politica italiana, non solo non è riuscito a risolvere nessuno dei problemi che attanagliano l’Italia bensì ha finito per aggravarli tutti». «Berlusconi è un uomo che si specchia nei personalismi, che non sa più cosa inventarsi per tornare al governo». La chiosa finale D’Alema ha voluto dedicarla a quella gran parte di indecisi ed a coloro che, delusi dai fallimenti della politica, preferiscono non andare a votare «Si vota per cogliere le opportunità ma si vota anche per evitare guai e sicuramente Berlusconi lo è». Parole pesanti che hanno trovato consenso in sala, che ha fatto sentire più che mai il calore della città di Giugliano, o almeno dei simpatizzanti del centro-sinistra – verso l’ex Presidente del Consiglio, che, a fine discorso, ha ricambiato l’affetto dimostratogli concedendosi senza problemi ai saluti degli ammiratori ed ai flash dei fotografi.

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