Si ripresenta con la lista del Partito Democratico il sindaco uscente Francesco Taglialatela, 43 anni, sposato, padre di due figli, architetto di professione. Nel ’93 è stato assessore comunale all’urbanistica. Sindaco di Giugliano dal 2003, è anche presidente dell’assemblea dei sindaci del Consorzio Sole, Ente che gestisce i beni confiscati ai clan, e dell’assemblea dei sindaci e della conferenza dei sindaci dell’Asl Napoli 2.
Quali sono i motivi che l’hanno spinta a ricandidarsi?
In questi anni non sono venuti meno l’entusiasmo e il desiderio di dare risposte alle esigenze dei cittadini attraverso un’azione di governo che comincia a dare frutti tangibili. Sono convinto che non si possa tornare indietro e che sia necessario andare avanti lungo il percorso di rinnovamento, etico e politico, intrapreso da tempo.
L’entusiasmo non basta: a distanza di cinque anni, molti problemi restano ancora irrisolti. Facciamo un po’ di autocritica?
Un sindaco uscente si porta dietro una lista di cose non fatte e di lamentele, inevitabilmente. So bene che in questi anni abbiamo trasferito all’esterno l’immagine di una Città ingovernabile a causa delle evidenti fratture all’interno del sistema politico, con sedute di Consiglio comunale che sono saltate ripetutamente, bloccando spesso l’approvazione di interventi, anche importanti. Tutto questo è stato superato con un ricambio generazionale della classe dirigente e dei candidati al Consiglio comunale del Pd. In ogni caso, nonostante le evidenti difficoltà, in questi cinque anni sono riuscito assieme alla mia giunta a concretizzare più di 100 progetti per la vivibilità, per le famiglie. Abbiamo regolarizzato la riscossione dei canoni idrici, riconvertito i beni confiscati ai clan, strappato fondi per riqualificare Liternum e molte strade, riaperto al pubblico spazi vitali come la piscina, il palazzetto, il campetto di Camposcino. In maniera trasparente e rispettando le regole. Certo c’è ancora tanto da fare, ma sono convinto che siamo sulla buona strada.
Ma una nuova ricetta per Giugliano Lei ce l’ha?
Nessuna nuova ricetta: si deve andare avanti nel cambiamento, continuare a governare con trasparenza. Ora si deve guardare avanti e per farlo bisogna rompere definitivamente coi vecchi schemi, scongiurare il pericolo di ripiombare negli anni Ottanta. Guardi, quelli sono anni bui che bisogna archiviare definitivamente perché hanno prodotto danni al nostro territorio che ora possiamo sanare solo con sforzi enormi.
Negli anni Ottanta Lei era ragazzo. E per i giovani di oggi che farà?
Far crescere i nostri ragazzi in luoghi in cui si impara il rispetto delle regole, a confrontarsi in maniera costruttiva consente loro di avere gli strumenti adeguati per diventare cittadini, professionisti e imprenditori sani, persone capaci di offrire chance occupazionali a loro stessi e ai loro coetanei. Abbiamo verificato con le borse lavoro e gli stage al Comune che i nostri giovani hanno tanti talenti che vanno valorizzati e, noi come Amministrazione comunale, staremo al loro fianco per sostenerli lungo questo percorso di formazione, agevolando il più possibile il loro cammino con gli strumenti che la legge ci fornisce.
Se fosse rieletto, cosa farebbe nei primi cento giorni?
La nostra priorità è concretizzare la bonifica del territorio, che non è più un miraggio ma un progetto finanziato dal governo con 40 milioni di euro. Di questi fondi, il 70 per cento verrà destinato alla fascia costiera, un’area che non deve sentirsi più abbandonata. Nei primi cento giorni dedicherei tutte le energie a questo progetto, non c’è tempo da perdere. Poi, la consegna dei numerosi cantieri già appaltati per numerosi lavori pubblici.
E poi quali sarebbero gli altri interventi in programma?
Poi, andremo avanti nel potenziare l’infrastrutturazione di tutto il territorio, ottimizzando la gestione delle risorse comunitarie e nazionali disponibili, nella lotta all’illegalità e nelle azioni necessarie per garantire la sicurezza dei cittadini. Il Tribunale, gli spazi ai giovani, il recupero delle aree periferiche e la valorizzazione del nostro patrimonio naturale e culturale, anche per il turismo. Tutti questi sono gli argomenti per i quali vogliamo continuare il percorso già iniziato.
Tocchiamo un argomento spinoso: l’emergenza rifiuti. Giugliano insieme a tutto il comprensorio ha pagato prezzi altissimi in termini ambientali. Come pensa di uscirne?
Ripeto, la bonifica del territorio è la nostra priorità. Non solo per parlare di un argomento che tira in questo periodo, ma perché siamo stati concretamente in grado di strappare al governo finanziamenti consistenti; perché abbiamo lavorato con caparbietà per far capire che gli interventi non si possono più rimandare. Ci siamo opposti con determinazione alle scelte del Commissariato per l’emergenza rifiuti senza accettare mai supinamente alcuna imposizione dall’alto, combattendo insieme ai cittadini battaglie per la difesa, la tutela e la salvaguardia dell’ambiente. Ora credo siano innegabili i risultati: l’avvio degli interventi di bonifica e le condizioni delle strade di Giugliano. Anche nelle crisi più acute, la nostra Città è sempre stata la più pulita di tutto il comprensorio grazie all’attivazione di un sito di trasferenza temporaneo a Masseria del Pozzo.
E che ci dice, invece, sul tema dell’insicurezza. Lei cosa ha in mente?
Vede, Giugliano ha un’estensione territoriale immensa e una grande densità demografica. È sotto gli occhi di tutti che c’è bisogno di un patto tra le forze dell’ordine e, soprattutto, di maggiore attenzione da parte del Governo. Alcuni passi in avanti sono stati fatti, ma non si deve mollare. Al capo della polizia Manganelli abbiamo chiesto di portare da seconda a prima fascia il Commissariato di polizia. Ciò comporterà il potenziamento del presidio e abbiamo l’impegno che avverrà a breve. Come Amministrazione stiamo lavorando su più fronti: siamo il Comune capofila per il sistema di videosorveglianza, abbiamo istituito un osservatorio comunale per la sicurezza urbana con le forze dell’ordine, abbiamo coinvolto le cosiddette antenne sociali, cioè le scuole, le parrocchie, i comitati civici, i sindacati. Molti risultati sono tangibili, come le azioni congiunte con i vigili e gli altri corpi contro gli abusi edilizi e commerciali. Non appena il Tribunale sarà finanziato, poi, avremo un presidio fondamentale per la Legalità in un bene confiscato ai clan. Simbolico ed efficace.

