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Melito, dibattito su legalità e servizi. In primo piano il caso degli sfratti al Parco Guerra

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Guidare la città verso la vivibilità e verso la legalità. I sei candidati sindaco puntano tutto sulla riqualifica di un territorio vessato dall’abusivismo edilizio, dallo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche, da due anni di commissariamento e dalla criminalità organizzata. Antonio Amente con la Pdl, Venanzio Carpentieri con due civiche di sinistra, Rosario Concordia con una sua lista, Marina Mastropasqua con la coalizione di centrosinistra, Francesco Mottola con tre civiche e La Destra e Salvatore Musella con Mpa, basano il loro programma di governo su fondamenta forti. Mai più criminalità in città, un piano viabilità che ripristini l’ordine e abolisca il caos di auto e motorini, ma soprattutto uno stop all’abusivismo edilizio che proprio negli ultimi mesi ha reso Melito protagonista di diversi casi di illegalità. Si comincia dal Parco Guerra. Decine di abitazioni costruite laddove erano previsti opifici. Mutui stipulati e da pagare per molti nuclei familiari, ignari, rovinati da una truffa e poi sgomberati da case costruite abusivamente. Fatto degli ultimi giorni invece, gli sgomberi di 348 persone costrette a soggiornare all’interno della chiesa del Carmine a Napoli. Una situazione non più sostenibile che spinge i candidati a mettere un punto fermo sulla grave situazione venutasi a creare. Trasparenza negli atti amministrativi e legalità al palazzo comunale, gli obiettivi primari dei sei candidati, responsabili del vero cambiamento di cui Melito ha biosgno per spazzare via l’oscurantismo. c.lig.


Il Mattino il 11/04/08

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